Ilva, governo e parti sociali: “La legge va applicata, azienda pagherà stipendi”

Pubblicato il 19 Gennaio 2013 0:00 | Ultimo aggiornamento: 19 Gennaio 2013 0:40

La conferenza stampa dopo il Consiglio dei Ministri sull’Ilva (Ansa)

ROMA – Applicare ”integralmente e immediatamente la legge da parte di tutti i soggetti interessati” per innescare il ”circolo virtuoso risanamento ambientale/tutela della salute/tutela dell’occupazione”. E’ la nota conclusiva del Consiglio dei ministri sull’Ilva ancora paralizzata nonostante il decreto del Governo.

Nota seguita da un intervento di Mario Monti che assicura: la legge ‘salva Ilva’, ”pur in pendenza del giudizio della Corte Costituzionale, deve essere applicata dalle istituzioni e dall’azienda” che conferma il proprio impegno al rispetto delle prescrizioni Aia e alla tutela dell’occupazione”, ”assicurando il regolare pagamento delle retribuzioni a tutti i lavoratori”.

Secondo Camusso ”l’applicazione della legge è  la chiave per risanare la città e la fabbrica e per garantire il lavoro a 20 mila persone. Questo è ciò che stasera abbiamo detto”. ”Con tutto il rispetto del procedimento della Corte Costituzionale, la prassi normale del nostro Paese è che le leggi rimangono in vigore in attesa di quel giudizio. Quindi anche a Taranto si deve procedere all’applicazione della legge”.

Per una sera l’emergenza Ilva “unisce” Mario Monti, Nichi Vendola e Susanna Camusso, tutti e tre presenti nella breve conferenza stampa conclusiva.  ”Oggi ci hanno fatto persino usare la sala stampa”, ha scherzato la Camusso, spiegando però che non c’è stato modo di chiarirsi con il professore: ”L’argomento era troppo serio e importante per parlare di altro”, ha detto. Monti, informato dal ministro Corrado Clini della curiosità dei cronisti sull’ipotesi di una ‘pace’ con i suoi ‘avversari’ politici, si è  limitato a una fragorosa risata.

 

Il comunicato integrale del Consiglio dei Ministri sull’Ilva:

“Il giorno 18 gennaio 2013 – recita il comunicato, letto dal premier Mario Monti in una conferenza stampa convocata a palazzo Chigi immediatamente dopo il vertice – si sono riuniti presso la Sala Verde di Palazzo Chigi, alla presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Ministro dell’Interno, il Ministro dell’Ambiente, il Sottosegretario di Stato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Vice-Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Sottosegretario di Stato presso il Ministero dello Sviluppo economico,  con l’assistenza dell’Avvocato Generale dello Stato, il Presidente della Regione Puglia, i rappresentanti del Comune e della Provincia di Taranto, i Segretari confederali della CGIL, CISL, UIL e UGL, i rappresentanti della Confindustria, il Presidente dell’ILVA di Taranto”.    

”All’esito della riunione – si legge ancora – tutte le parti hanno dichiarato il convincimento che, nell’assoluto rispetto della Magistratura e nell’intento comune prioritario di tutelare l’ambiente e la salute dei lavoratori e dei cittadini di Taranto, ed in attesa del giudizio di costituzionalità in corso, debba essere applicata integralmente e immediatamente la legge (decreto-legge 3 dicembre 2012 n. 207 convertito in legge 24 dicembre 2012 n. 231) da parte di tutti i soggetti interessati, così da innescare il circolo virtuoso risanamento ambientale/tutela della salute/tutela dell’occupazione che deve risolvere il problema ILVA di Taranto”.    

”In quest’ottica le parti affermano che la legge, pur in pendenza del giudizio della Corte costituzionale, deve essere applicata dalle istituzioni e dall’azienda. L’azienda conferma il proprio impegno al rispetto delle prescrizioni dell’AIA e alla tutela dell’occupazione, sotto la vigilanza del Garante nominato dal Consiglio dei Ministri l’11 gennaio 2013, assicurando – conclude la nota- il regolare pagamento delle retribuzioni a tutti i lavoratori.