Ilva Taranto, che ne sarà: un commissario e tre anni di tempo

Pubblicato il 4 Giugno 2013 15:44 | Ultimo aggiornamento: 4 Giugno 2013 19:41
Ilva, tre anni di commissariamento

Ilva Taranto, che ne sarà: un commissario e tre anni di tempo

ROMA – Ilva Taranto, che ne sarà: un commissario e tre anni di tempo. Il Governo ridisegna il futuro prossimo dell’Ilva, 3 anni di orizzonte, affidato a un commissario, lo specialista di salvataggi in extremis Enrico Bondi. Che durerà 12 mesi e potrà essere rinnovato fino a un massimo di 3 anni. Il provvedimento prevede anche lo svincolo delle somme finite nel maxisequestro da 8,1 miliardi di euro deciso dalla procura tarantina.

Il ministro dello Sviluppo, Flavio Zanonato ha specificato: ”La proprietà dell’Ilva è di una società dove i Riva sono i soci di riferimento” e il decreto ”non è un esproprio” ma un ”commissariamento con obiettivi precisi al termine del quale i soci proprietari resteranno proprietari”. Il ministro ha anche aggiunto: ”Se venisse meno l’Ilva sarebbe una botta enorme per l’economia italiana e avrebbe effetti devastanti dal punto di vista occupazionale”.

Al commissario spettano “tutti i poteri e le funzioni degli organi di amministrazione dell’impresa, è sospeso l’esercizio dei poteri di disposizione e gestione dei titolari dell’impresa, nonché dei diritti connessi alla titolarità o al possesso delle quote o delle azioni”. C’è scritto sul decreto che è stato licenziato dal Consiglio dei Ministri. Il drammatico conflitto di interessi tra sicurezza ambientale e salute opposti al carattere strategico industriale del polo siderurgico italiano per i prossimi 18 mesi almeno sarà gestito per la seconda volta da Bondi che alla prima chiamata quale amministratore delegato ha potuto resistere solo 50 giorni.

Il commissariamento deve consentire, da una parte, anche alla luce della sentenza Eternit, il diritto pieno alla salute che dovrà passare per l’applicazione integrale dell’Aia (autorizzazione integrata ambientale). Dall’altra dovrà scongiurare la chiusura dell’impianto che costerebbe lo sproposito di 8 miliardi di euro: “Sei miliardi circa riguarderebbero la crescita delle importazioni – ha spiegato il ministro Zanonato – 1,2 miliardi tra sostegno al reddito e minori introiti per l’amministrazione pubblica, 500 milioni per la minore capacità di spesa per il territorio”.

Il commissario sarà nominato dal presidente del Consiglio – è scritto nel provvedimento – entro 7 giorni dalla delibera del consiglio dei ministri, così come i due sub commissari e il comitato dei 5 esperti. Al commissario spettano “tutti i poteri e le funzioni degli organi di amministrazione dell’impresa” ed “è sospeso l’esercizio dei poteri di disposizione e gestione dei titolari dell’impresa, nonché dei diritti connessi alla titolarità o al possesso delle quote o delle azioni”. I compensi omnicomprensivi del commissario straordinario, dei sub commissari e dei componenti del comitato sono determinati rispettivamente, con decreto del presidente del Consiglio dei ministri, “in misura non superiore al trattamento economico annuo lordo omnicomprensivo del primo Presidente della Corte di Cassazione per il primo, alla metà di tale trattamento per i sub commissari, e non superiore al 15% del predetto trattamento per i componenti del comitato”.

I compensi omnicomprensivi del commissario straordinario, dei sub commissari e dei componenti del comitato sono determinati rispettivamente, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, “in misura non superiore al trattamento economico annuo lordo omnicomprensivo del primo Presidente della Corte di Cassazione per il primo, alla meta’ di tale trattamento per i sub commissari, e non superiore al 15% del predetto trattamento per i componenti del comitato”.