Inchiesta G8, Verdini: “Berlusconi pianse per il terremoto. Vi sembrerà strano, ma è molto umano”

Pubblicato il 12 Marzo 2010 20:56 | Ultimo aggiornamento: 12 Marzo 2010 20:56

Berlusconi? «È un uomo di grande sensibilità, parrà strano, specialmente ai magistrati, perché li attacca tutti i giorni, va beh insomma, però lo dico, perché so chi è, voglio dire ci vivo…lo sento no? Non è che le racconti…»

A parlare è l’onorevole Denis Verdini, coordinatore del Pdl, davanti ai pm di Firenze che lo scorso 15 febbraio lo hanno interrogato in qualità di indagato nell’ambito dell’inchiesta sui grandi appalti. Il discorso cade sul presidente del Consiglio quando i magistrati chiedono a Verdini se si è interessato per fare avere appalti al suo amico Riccardo Fusi nel dopo terremoto all’Aquila.

Il deputato risponde, com’è noto, di aver accompagnato Fusi ed altri da Gianni Letta «per raccomandargli, diciamo, la possibilità di lavorare», ma che «il colloquio si è risolto in niente» perché i lavori si erano «orientati verso la soluzione… protezione civile, Bertolaso».

È a questo punto che Verdini, ricordando una riunione organizzativa alla quale partecipò, sottolinea come Berlusconi sia «un uomo strano, di grande umanità. Pianse su questa cosa, lacrime vere. Eravamo sette o otto, pianse, e disse: “Io su questa storia, questa la devo risolvere, mi rimetto a fare l’imprenditore, so io come si fa, bisogna dargli le case in tutti i modi!”. Quindi con un senso di, come dire, di compartecipazione alla disavventura degli aquilani, unica al mondo. Ed è lì che lui cominciò a pensare a come fare a risolvere il problema. Quindi con tutta la forza giorno e notte a studiare queste piattaforme, eh..! il mio presidente è un po’.. ha una lucida follia, quando si mette in testa una cosa».

Verdini ricorda che il premier in Abruzzo «c’ha passato delle giornate, non una, insomma, c’è andato con una costanza senza uguali. Poi uno può giudicare come gli pare, ma io sono all’origine di questa cosa, quando l’ho visto piangere, e disse: “‘Questa questione la devo risolvere in ogni modo. La gente non può stare per strada, non si può rifare lo scandalo degli anni precedenti… dei terremoti precedenti”, senza polemica, “che ancora oggi sono nelle baracche, questa cosa con me non si fa”. Questo è, diciamo – aggiunge Verdini, nell’interrogatorio – l’input del presidente del Consiglio, che ha dato su questa questione. Quindi conseguentemente l’idea era quella di… che diventasse un problema di protezione civile, se no non poteva realizzare tutte le cose, che poi è la polemica di oggi voglio dire, no?».