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Intercettazioni, Berlusconi fiducioso: “Troveremo un accordo sulla legge”

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è convinto che si troverà un accordo di tutti coloro che devono intervenire per l’approvazione sulla legge sulle intercettazioni.

Parlando sulle guglie del Duomo di Milano, dove riceverà il premio Grande Milano, il premier ha ricordato che della legge si sta occupando da due anni e mezzo il Parlamento: ”Ancora non c’è l’accordo di tutti. Io penso che ce la faremo”.

Berlusconi ha poi aggiunto che ”il governo è laborioso: lo siamo stati fino ad ora e lo saremo per i prossimi 3 anni”. Il premier ha sottolineato di sentire ”il sostegno” della gente ogni volta che è in pubblico: ”Il sentimento di sostegno è tale che ci inducono a proseguire su una strada anche se facile non è”.

Silvio Berlusconi ha parlato della operosità che è servita a costruire il Duomo di Milano e che ancora caratterizza i milanesi e il suo governo. E tra gli obiettivi che si pone ha messo ”garantire libertà, giustizia e riservatezza che ancora non sono completamente adempiute”. ”Noi – ha spiegato – cerchiamo di farlo in mezzo a mille difficolta”’. Tra queste il premier ha messo il fatto che ”chi governa opera sulla spinta della sua personale autorità”, dato che il potere è frantumato fra tanti, dal Parlamento alla Corte costituzionale”.

Poi Berlusconi ha ribadito un concetto a lui molto caro: ”Il nostro è il governo del fare”. Tra i successi, il premier ha inserito la risposta all’emergenza rifiuti in Campania, le abitazioni per chi era rimasto senza casa a L’Aquila dopo il sisma, la riforma della scuola, e oggi, a 18 anni esatti dalla morte di Paolo Borsellino ha voluto ricordare anche i successi della lotta alla mafia, con i tanti arresti e i miliardi di beni sequestrati. Per quanto poi riguarda la politica estera, ha sottolineato che ”l’Italia non ha mai avuto tanto prestigio quanto ora”.

Il premier ha scherzato sulla propria età dicendo: ”Ora al G8 sono costretto ad essere il più saggio e il più esperto”. Come successo della sua storia personale ha detto che porterà il fatto di aver fermato i carri armati prima che entrassero Tblisi, e ha citato l’avvicinamento tra Usa e Francia, e ”di aver vietato che si tassassero le operazioni finanziarie”.

Per Silvio Berlusconi la battuta che ha fatto riferendosi a Rosy Bindi “non era volgare”. Durante la visita agli studenti dell’università telematica Ecampus il premier aveva detto: “Che belle laureate, mica come Rosy Bindi“.

La rettifica del premier è arrivata durante il suo intervento al ricevimento del premio della Provincia di Milano sulle guglie del Duomo: ”Io ho detto che non è necessario per entrare in politica assomigliare a Rosy Bindi. Non ho detto se in meglio o in peggio. Certo preferiremmo assomigliassero alla Madonnina… ma non era una battuta volgare”.

Per questo il premier ha aggiunto: ”Diffidate di quelli che non hanno ironia e autoironia. State alla larga da tipi del genere, cioé tutti quelli di sinistra”.

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