“Via le escort dalla piazza”: Patrizia D’Addario contestata alla manifestazione anti bavaglio

Pubblicato il 2 Luglio 2010 8:28 | Ultimo aggiornamento: 2 Luglio 2010 9:59

Patrizia D'Addario alla manifestazione

Tra giornalisti, sindacalisti, popolo viola, società civile, artisti, anche Patrizia D’Addario era il primo luglio alla manifestazione contro la legge che, in parte, da lei ha preso le mosse: quella legge sulle intercettazioni, legge “bavaglio”, che i partecipanti alla manifestazione a piazza Navona hanno voluto contestare.

D’Addario ha subito chiarito di essere intervenuta perché invitata dal Popolo viola, e ha sottolineato che “questa legge mi riguarda perché io l’anno scorso ho raccontato la verità e la sto pagando”.

“Io sono per la libertà di stampa, ha detto, perché questo disegno di legge non abbia un seguito, e lo dico sulla mia pelle. Con questa legge non avrei potuto rispondere l’anno scorso al giudice e non a caso un emendamento del ddl si chiama D’Addario. Per questo è giusto stare qui, per la libertà di stampa e perché se ci fosse questa legge voi sareste in carcere, ha detto rivolgendosi ai cronisti, e la verità non sarebbe mai venuta fuori”.

Non la pensano così Roberto Natale e Franco Siddi, presidente e segretario della Federazione Nazionale della Stampa: “‘Abbiamo rispetto per tutte le persone e quindi anche della signora D’Addario, ma noi non abbiamo testimonial della manifestazione di oggi, ha chiarito Siddi. Le nostre bussole sono e restano Amendola, Matteotti, Donati e in epoca recente Casalegno e Tobagi. Sono loro i testimoni della libertà di stampa per la quale da 102 anni la Fnsi è incessantemente in campo”.

”Chiunque voglia banalizzare una grande manifestazione di civiltà democratica e di adesione alla bandiera della libertà, ha detto ancora il segretario della Fnsi, compie una volgare manipolazione della realtà. Non c’è neanche bisogno di aggiungere che si tratta di malafede senza altri aggettivi. Nessuno di noi l’ha invitata, è cosa troppo seria la battaglia della libertà che stiamo compiendo, non ci può essere inganno”.

Critiche a D’Addario anche dalla segretaria dell’Associazione per il teatro italiano Benedetta Buccellato: “Via le escort di Berlusconi da questa piazza, ha detto dal retropalco. “E’ la vergogna della Nazione. Sta facendo pubblicità al suo libro dove ci sono gli organizzatori di una manifestazione per la dignità della cultura. Non è una scrittrice. E’ una cosa ignobile”. Poi, a pochi metri dalla D’Addario circondata dai giornalisti, ha urlato: “via, fuori le escort!”, per poi aggiungere “mi denunci pure perché l’ho chiamata escort”.

“Mi ha aggredito usando parolacce”, ha commentato la D’Addario. “Io sono stata invitata dagli organizzatori. Non credo che la signora avrebbe mai il coraggio che ho avuto a raccontare la verità a un magistrato”.

D’Addario ha poi annunciato che nel suo prossimo libro ci saranno “altre verità. Finora sono stata molto, troppo gentile. Ma dovrà uscire prima che esca questa legge, altrimenti non uscirà”.

“Se ci fosse stata questa legge, voi sareste andati in carcere e la mia verità non sarebbe mai venuta fuori”: Patrizia D’Addario ha risposto ai giornalisti a piazza Navona che le chiedevano il motivo della sua presenza alla manifestazione. “Sono qui per il vostro lavoro e la vostra libertà di stampa, e per la mia.

Quanto all’ipotesi di scendere in politica, “sono troppo impegnata – ha risposto – a difendermi da chi mi ha infangata”. Ma subito dopo, ha aggiunto: “Se Di Pietro mi candidasse? Perché no?”.