Intercettazioni. Renzi verso stralcio da riforma Giustizia, batte colpo a destra

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Maggio 2015 13:28 | Ultimo aggiornamento: 19 Maggio 2015 13:28
Intercettazioni. Renzi verso stralcio da riforma Giustizia, batte colpo a destra

Intercettazioni. Renzi verso stralcio da riforma Giustizia, batte colpo a destra

ROMA – Intercettazioni. Renzi verso stralcio da riforma Giustizia, batte colpo a destra. Le critiche al testo della riforma della Giustizia da parte del Consiglio Superiore della Magistratura, che fanno male tanto più perché le modifiche sono state elaborate con il sostegno di magistrati come Raffaele Cantone e Francesco Greco, spingono Matteo Renzi ad accelerare il giro di vite sulle intercettazioni.

Cioè rendere più difficile l’utilizzo delle intercettazioni, specie quelle estranee al contenuto del reato oggetto di indagine, magari punendo anche i giornali che le pubblicano.

Secondo le informazioni raccolte da Alberto Gentili del Messaggero, il presidente del Consiglio si avvia a stralciare la disciplina sugli ascolti dalla riforma del processo penale subito dopo le elezioni regionali. Una corsia preferenziale, un decreto ad hoc separato dalla riforma complessiva della Giustizia. Disappunto o mossa politica per ingraziarsi l’elettorato moderato più sensibile alla questione?

E adesso, improvvisamente, a pochi giorni dalle elezioni, torna d’attualità un vecchio progetto del governo e del Ncd: stralciare le norme sulle intercettazioni dal disegno di legge sulla riforma del processo penale, per le quali l’esecutivo ha già la delega a intervenire con un articolato ad hoc. E di varare un disegno di legge ex novo, volto a limitare la divulgazione delle conversazioni intercettate «non rilevanti».

Una mossa che coglie di sorpresa chi alla Camera lavora al provvedimento: «Stralciando le intercettazioni dalla riforma del processo penale non si guadagna tempo, visto che ormai è tutto incardinato in commissione Giustizia», dice un’altra fonte autorevole, «ma certo il governo si potrà muovere con più libertà. Forse vorrà dare un segnale all’elettorato moderato…».

Irritazione contro il Csm a parte, deve essere questa una delle ragioni che spingono Renzi a rilanciare subito l’intervento per limitare la «gogna mediatica». Dopo il decreto sulle pensioni che accontenta 3,7 milioni di pensionati, ma ne scontenta 650mila con assegni sopra i 3.200 euro, il premier intervenendo sulle intercettazioni probabilmente punta a conquistare proprio la fetta di opinione pubblica tradizionalmente legata a Forza Italia. E ogni voto, dato che la battaglia elettorale in Regioni come Liguria e Campania si gioca sul filo, è estremamente prezioso. (Alberto Gentili, Il Messaggero).