Gli ispettori del governo a Perugia per scoprire se i giudici sanno di altri “affaristi” nel Pdl?

Pubblicato il 6 Maggio 2010 15:27 | Ultimo aggiornamento: 6 Maggio 2010 17:45

Una voce, probabilmente infondata e sicuramente stupefacente, dice che Berlusconi, Alfano e  i vertici del Pdl si sono consultati misurando la voglia e la possibilità di inviare gli ispettori del ministero della Giustizia a Perugia. La Procura di Perugia è quella che gestisce le inchieste che riguardano la “cricca”, il G8 alla Maddalena, il coordinatore del Pdl Verdini e tutto lo “scandalo Protezione Civile”: un filone dell’inchiesta ha portato alle dimissioni dell’ex ministro Scajola. La presunta intenzione del governo è rivelata in maniera preoccupata da Luigi Li Gotti, capogruppo dell’Idv al Senato.

Secondo Li Gotti, che fa parte anche della Commissione Giustizia al Senato, “se la cosa rispondesse al vero, si tratterebbe di un macroscopico abuso di potere, un altro fatto gravissimo e un inconcepibile insulto ai cittadini e per questo chiediamo un’attenta vigilanza dei massimi organi di garanzia”. Il sospetto di Li Gotti e dell’Idv non va preso per oro colato, però la voce gira. E si porta con sè una domanda: cosa andrebbero a fare gli ispettori del governo alla Procura di Perugia? Ad intimidire i giudici non di certo, sarebbe mossa troppo grossolana, inutile, sostanzialmente un boomerang. Se mai quegli ispettori si materializzassero, la loro funzione sarebbe altra: “ispezionare” appunto. Sarebbero una “pattuglia da ricognizione” inviata a scoprire quel che Berlusconi teme e lascia trasparire di temere. Non il “complotto”, non esistono complotti giudiziari che fabbricano ottanta assegni circolari e ci pagano la casa di Scajola. Non  il complotto ma la sostanza, questo Berlusconi vuol sapere: se ci sono altri “assegni” e “carte” in giro. Gli ispettori sono forse solo una voce, ma certa è l’ansia manifestata dal premier e dal governo. Berlusconi si è lamentato con i suoi e di alcuni dei suoi: “Troppi affaristi nelle nostre fila”. Plausibile l’interesse a sapere se e quanti altri “affaristi” sono stati identificati dai magistrati e se questi ne stanno già seguendo le tracce.