Laura Boldrini isolata. Massimo Mucchetti: “Confronto, non retorica”

Pubblicato il 6 Luglio 2013 - 12:47 OLTRE 6 MESI FA
Laura Boldrini isolata. Massimo Mucchetti: "Confronto, non retorica"

Massimo Mucchetti a Laura Boldrini: confronto sulle cose non sulla retorica

Una critica costruttiva quanto severa nei confronti di Laura Boldrini è stata espressa da Massimo Musschetti in una lettera inviata al quotidiano Repubblica. Mucchetti è presidente della Commissione industria del Senato, dopo essere stato vide direttore del Corriere della Sera e dell’Espresso.

Il giornale pubblica la lettera sotto il titolo: “L’occasione mancata”.

Scrive Mucchetti.

“La Fiat invita la presidente della Camera a visitare la Sevel, cicerone Sergio Marchionne, ma Laura Boldrini rifiuta e manda una lettera in cui invoca diritti, ricerca, cultura e innovazione. È uno strappo. Ma poi? C’è modo e modo di visitare le fabbriche. Si può andare a Melfi, come fece Mario Monti per sponsorizzare Marchionne ed esserne sponsorizzato. Ma si può anche andare a vedere, con la fabbrica, il gioco del suo gerente. Pensi la presidente Boldrini quante questioni avrebbe potuto porre tra un robot e l’altro, in favore di telecamere: perché Fiat Industrial sposta la holding all’estero e si dota di due classi di azioni? Fiat Spa farà lo stesso? Come sopravviveranno gli impianti italiani se Fiat cercava la riduzione concordata e sussidiata delle capacità produttive tra le case europee? Come si regolerà dopo la sentenza della Corte sui sindacati? Perché Fiat investe nel Corriere?”.

Prosegue Massimo Mucchetti con una punta di crudeltà:

“Magari, sentite le risposte del suo ospite, con grazia pari al piglio istituzionale, la signora Boldrini avrebbe potuto confessare la diversità delle sue competenze rispetto alle questioni industriali e invitare Marchionne a confrontarsi in un’audizione. Un’occasione perduta, dunque?”

Forse no, si risponde Mucchetti:

“Marchionne sa che la Commissione Industria del Senato è pronta per quel dialogo pubblico e attento al merito, che nei giorni scorsi è mancato e che, in una democrazia parlamentare, non può essere scansato con una visita al Quirinale, una in via Veneto e un invito alla seconda carica dello Stato. La nuova politica industriale nasce dal confronto sulle cose, carte alla mano, e non dalle opposte retoriche”.