Legge di stabilità, arriva la proroga per le assunzioni nella P.A.

Pubblicato il 7 Dicembre 2012 20:15 | Ultimo aggiornamento: 7 Dicembre 2012 20:23

Il ministro Filippo Patroni Griffi (foto LaPresse)

ROMA – Come annunciato, niente assunzioni per motivi di budget. In compenso un emendamento alla legge di stabilità prevede la proroga per le assunzioni nelle amministrazioni statali, compreso il personale del comparto sicurezza, agenzie, enti pubblici non economici, gli enti di ricerca e le Università’.

La finestra viene garantita nei limiti previsti dal turn over. La proroga è prevista inizialmente fino a giugno 2013 ma può essere rinnovata fino alla fine dell’anno da un decreto del presidente del Consiglio. Gli interventi – si legge nella relazione illustrativa – di riduzione delle dotazioni organiche, previste dalla spending review, hanno determinato l’impossibilita’ per alcune amministrazioni di utilizzare nel 2012 le risorse finanziarie dedicate alle assunzioni.

Con l’obiettivo di garantire l’utilizzo di queste risorse nel 2013 viene dunque prevista la possibilità di utilizzare il budget per le assunzioni di ministeri, agenzie, enti pubblici non economici e enti pubblici di ricerca, corpi di polizia e università.

Per l’altra questione delicata, quella dei precari, uno spiraglio arriva da uno dei relatori alla legge, Paolo Tancredi, che spiega:  ”Il milleproroghe verrà inserito nella legge di stabilità. Ci sarà così  anche la possibilità di trovare una soluzione per il problema dei precari. Abbiamo poi presentato, come relatori, un emendamento che prevede il rifinanziamento degli ammortizzatori in deroga e del fondo per gli ammortizzatori, che viene riportato a 1 miliardo e 300 milioni di euro. Infine, lunedì presenteremo un emendamento che prevede il trasferimento dell’Imu ai Comuni. Con questi primi emendamenti, in accordo con il governo, si cercherà di risolvere alcune questioni in discussione da parecchio tempo”.

Intanto, dal Quirinale, arriva la conferma che per la conclusione della legisltaura non c’è fretta, ma che sarà, “ordinata”. Napolitano, infatti, dopo una giornata di incontri affida il bilancio a un comunicato