Napolitano-Boccassini a Fatto e Di Pietro: quel morto ce l’avete sulla coscienza

Pubblicato il 26 luglio 2012 20:42 | Ultimo aggiornamento: 26 luglio 2012 21:28
Giorgio Napolitano

Giorgio Napolitano (LaPresse)

ROMA – Giorgio Napolitano e Ilda Boccassini mandano un messaggio e un attacco al Fatto Quotidiano e Antonio Di Pietro: quel morto ce l’avete sulla coscienza. Il morto in questione è il consigliere giuridico del presidente della Repubblica, Loris D’Ambrosio, deceduto all’improvviso per un infarto dopo essere stato di recente al centro delle polemiche per le intercettazioni di alcune sue conversazioni con l’ex ministro Nicola Mancino nell’ambito dell’inchiesta su Stato e mafia.

Il messaggio “quel morto0 ce l’avete sulla coscienza” è la volgarizzazione del comunicato con cui Giorgio Napolitano, annunciando la morte di D’Ambrosio, ha espresso il rammarico per le “ingiurie” che hanno colpito, sostiene, il suo consigliere. Scrive il Capo dello Stato nel comunicato ufficiale: “Insieme con l’angoscia per la perdita gravissima che la Presidenza della Repubblica e la magistratura italiana subiscono, atroce è il mio rammarico per una campagna violenta e irresponsabile di insinuazioni e di escogitazioni ingiuriose cui era stato di recente pubblicamente esposto, senza alcun rispetto per la sua storia e la sua sensibilità di magistrato intemerato, che ha fatto onore all’amministrazione della giustizia del nostro Paese”.

In serata anche il pm di Milano Ilda Boccassini si schiera con il Capo dello Stato e dice al Tg7 che “D’Ambrosio ha salvato l’integrità della magistratura eppure è stato oggetto nelle ultime settimane di attacchi ingiusti e violenti”.

Il riferimento è tutto, è chiaro, al Fatto Quotidiano che ha diffuso per primo quelle intercettazioni e a Di Pietro che su questa storia aveva attaccato il Colle. Non a caso proprio Di Pietro si sente chiamato in causa e interviene subito dicendo: “Esprimiamo cordoglio e rispetto per la morte improvvisa del dottor Loris D’Ambrosio ma respingiamo con fermezza al mittente ogni strumentalizzazione che ne viene fatta, quasi a voler far credere che la colpa sia di chi ha criticato il suo operato e non di chi ha tentato di sfruttare il suo ruolo”.

Il presidente Napolitano è rimasto molto toccato dalla morte di D’Ambrosio tanto che, arrivato a Londra, ha lasciato in anticipo la cena organizzata con gli atleti azzurri. ”Non resto a cena al Villaggio, non voglio che il mio stato d’animo pesi sulla vostra allegria”.