Maroni: “Monti come il fascismo, Equitalia via dal Nord”

Pubblicato il 7 ottobre 2012 18:10 | Ultimo aggiornamento: 7 ottobre 2012 19:23
Roberto Maroni

Roberto Maroni (LaPresse)

VENEZIA – “La Lega è l’unica forza politica seria che osteggia il governo ‘Falli-Monti’“:. Roberto Maroni, segretario della Lega Nord, attacca il premier. Il governo Monti, dice Maroni, è paragonabile al fascimo. Poi Maroni lancia il boicottaggio ad Equitalia, che deve essere cacciata via dal Nord. L’attacco del segretario della Lega parte dal palco di Venezia, dove si è svolta la Festa dei Popoli.

“FALLI-MONTI” – Maroni attacca: “Stiamo nel regime fiscale più alto del mondo, è un record mondiale, l’inflazione con il governo Monti divora il potere di acquisto dei salari e delle pensioni”. Maroni ha poi ricordato che “la disoccupazione è aumentata di tre punti, quella dei giovani è al 35%: un dramma sociale che rischia di diventare problema di ordine pubblico”.

“Quelli di ‘Falli-Montì – ha concluso – sono i numeri di un fallimento economico e politico, sappiamo chi ha mandato Monti senza passare per il popolo sovrano”.

RIFORMA “LACRIMEVOLE” -“La riforma del lavoro della lacrimevole ministra Fornero è un obbrobrio che va cancellato, fatto da chi non sa di che parla. Io l’avevo fatta con il mio amico Marco Biagi, per questo lui c’ha rimesso la vita – ha detto -. Serviva ai giovani per entrare più facilmente nel mondo del lavoro e a maggior ragione servirebbe ora. Non bisogna rendere più costoso il lavoro dei giovani Altrimenti li obblighi alla disoccupazione o al lavoro nero”. .

EQUITALIA VIA DAL NORD – “Disobbedienza civile, federalismo fiscale, via Equitalia dal nord per affermare il nostro programma rivoluzionario”. E’ uno dei passaggi conclusivi di Maroni che da Venezia ha invitato “tutti i sindaci, anche quelli che non sono della Lega, a partecipare alla grande assemblea che faremo nel Veneto”.

L’assemblea, ha detto, servirà per “lanciare la nostra azione di protesta, la protesta da parte dei sindaci, contro il patto di stabilità e la rapina della tesoreria comunale: dobbiamo riprenderci il nostro futuro”. Dal palco il segretario federale della Lega ha esortato gli amministratori ad “avere più coraggio sule nostre battaglie: in Sicilia hanno usato i forconi, il movimento dei forconi, dobbiamo fare qualcosa di simile con i nostri sindaci, lo dico anche ai nostri governatori: non solo protestare, ma passare ad azioni concrete”.

MONTI “FASCISTA” –  Il segretario federale della Lega ha equiparato la politica dell’attuale governo Monti a quella del fascismo: “I tagli ai Comuni servono per finanziare Roma Capitale. La prossima sfida di questo governo è ridurre i poteri delle regioni, una posizione centralista, solo il fascismo aveva questa opinione delle regioni e dei comuni”.

“Non vorrei che questo governo pensasse di mandare dei podestà al posto dei prefetti – ha proseguito – vuole cancellare il federalismo, ma per impedire che un governo che nessuno ha eletto possa riportare indietro le lancette della storia, finchè c’è la Lega ci sarà democrazia”.

“PRIMA IL NORD” – Illustrando i 12 punti di ‘prima il Nord!’, il manifesto economico della Lega per la riforma federale e fiscale, Maroni ha detto che l’Euroregione del Nord, a cui è dedicato il primo punto, “deve potersi tenere almeno il 75% delle tasse pagate dai cittadini e dalle imprese, mentre oggi regioni come Veneto e Lombardia, non trattengono più del 35%”.

“Dopo 50 anni e più di mantenimento di altri – ha detto Maroni – vogliamo mantenerci meglio noi: sì all’Euroregione, ma a condizione che diventi a statuto speciale e possa trattenersi quel 75% pagato dai contribuenti padani”.

“Voglio che ci siano milioni di firme dei cittadini padani per bussare al Parlamento di Roma e dire: questo è il popolo sovrano – ha concluso -. Non ci credo più che sia Roma a concedere, sul federalismo ha messo il freno a mano, anzi, la retromarcia”.

SICILIA, REGALO VERGOGNOSO – Per Roberto Maroni “i 900 milioni alla Sicilia sono un regalo vergognoso a una regione che ha sballato i conti, giusto perché tra poco in Sicilia si vota. E’ lo stesso della Prima Repubblica, di Cirino Pomicino – aggiunge – ma il grave è che questo viene fatto ora da gente del Nord ed è quindi ancora di più contro il Nord”.

“Noi abbiamo deciso di seguire la via gandhiana all’ indipendenza, la non violenza – ha aggiunto – ma di fronte agli schiaffi che il governo Monti dà al Nord chiedo a Pdl e Pd che cosa hanno da dire su questo regalo alla Sicilia. Da una parte parlano di Nord – ha concluso – e poi votano in Aula questi provvedimenti, è questa l’ipocrisia che dobbiamo sconfiggere”.