Matite copiative “vietate” in Italia ma non al seggio: sono tossiche

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 dicembre 2016 11:10 | Ultimo aggiornamento: 9 dicembre 2016 11:10
Matite copiative "vietate" in Italia ma non al seggio: sono tossiche

Matite copiative “vietate” in Italia ma non al seggio: sono tossiche

ROMA – Matite copiative “vietate” in Italia ma non al seggio: sono tossiche. Che le matite copiative fornite al seggio per apporre il nostro voto sulla scheda fossero uno strumento privilegiato di broglio elettorale si è poi dimostrato essere una autentica bufala (lo sosteneva tra gli altri Piero Pelù, ignorando che solo l’abrasione cancella il tratto ma a quel punto la scheda è nulla). Non è invece una bufala il fatto che quelle stesse matite copiative sono tossiche, fanno male alla salute. Ma vengono regolarmente utilizzate per votare.

Lo sono al punto che il Ministero della salute le ha messe al bando dagli anni ’50 perché contengono il blu di metilene, un veleno se toccato con la lingua o la saliva (proprio il sistema consigliato da Beppe Grillo per scongiurare sorprese). Una legge italiana  – spiega Pierluigi Franz – salvò capra e cavoli imponendo l’importazione dall’estero delle matite solo per gli appuntamenti elettorali.

Per risolvere capra e cavoli e rispettare formalmente, ma con ipocrisia, la legge elettorale si era così arrivati ad un compromesso: continuare ad usare ugualmente in Italia le matite copiative, importandole, però, da India, Pakistan e Brasile con un altissimo costo – allora – per lo Stato di centinaia di milioni di vecchie lire. In pratica l’Erario era obbligato ad acquistarle di esclusiva fabbricazione estera da uno o più importatori. E’ noto, infatti, che tra un’elezione politica nazionale, regionale, provinciale comunale o le europee (per il voto in Italia) oltre che per i referendum quasi tutte le matite copiative andavano poi perdute.

E non si può escludere che sulle matite copiative vi siano state in passato addirittura anche delle “bustarelle”. Una settimana fa il Viminale ha spiegato che da cinque anni si vota utilizzando matite Faber-Castell, prodotte e garantite dall’azienda e provenienti dalla Germania. Il ministero dell’Interno ha reso noto che ogni anno il Viminale acquista un certo numero di matite indelebili, «basandosi sul fabbisogno storico, per rifornire i depositi ed essere in grado di rifornire le Prefetture man mano che manifestano il loro fabbisogno».

Quest’anno ne sono state distribuite circa 80 mila per il referendum costituzionale, mentre altre richieste, da parte delle Prefetture, sono state soddisfatte per il referendum sulle trivelle e in occasione delle elezioni amministrative. Il Viminale ha anche precisato che le Prefetture «possono utilizzare anche le matite che sono rimaste in deposito dagli anni precedenti». In ogni caso, ci si chiede, non è forse giunto il momento di prendere la palla al balzo ed eliminare una volta per sempre la matita copiativa sostituendola con una penna a sfera? (Pierluigi Franz)

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