Matteo Renzi: “Italia commissariata? Non esiste. Non temo i mercati”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Luglio 2014 9:39 | Ultimo aggiornamento: 13 Luglio 2014 9:39
Matteo Renzi: "Italia commissariata? Non esiste. Non temo i mercati"

Matteo Renzi (Lapresse)

ROMA – Non un “fantasista” o un “portiere fortunato, che para i rigori perché provoca l’avversario”. In un’ intervista in prima pagina sul Corriere della Sera, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, si definisce “un mediano” che sta “su tutti i palloni”: lui si studia “le carte”. “Ma è meglio che non lo abbiano compreso”, scherza Renzi, “così arrivo a fari spenti lì dove voglio arrivare, con buona pace di tutti i commentatori e dei professionisti della gufata”.

“La mia lettura quotidiana”, come la chiama il presidente del Consiglio, è il riassunto del Bilancio dello Stato. L’Italia commissariata dalla Troika? “Mai e poi mai. È un’ ipotesi che non esiste. Dirò la verità: io non vivo nel terrore dei mercati”, assicura. “L’Italia è molto più forte di come si racconta in sede internazionale”, sottolinea. “Il problema, però, è che la ripresa europea è fragile. Molto fragile”. “Non va tutto bene”, chiarisce, “è una situazione difficile, da gestire con grande responsabilità. Ma essere responsabili non significa essere catastrofisti”.

Per avere la forza di cambiare il modello di politica economica della Ue, secondo Renzi “basato tanto sul rigore, e poco sulla crescita, dobbiamo dimostrare di essere capaci di cambiare prima il nostro Paese”. Per questo è importante la riforma del Senato: dimostra “che la classe politica non ha paura di cambiare se stessa”.

I frondisti? “Non si rassegnano all’idea della semplificazione e del fatto che non ci sia indennità per i senatori”, è la convinzione del premier. Poi sferza i banchieri: “Le banche non hanno più alibi“, adesso “sono piene di liquidità. Diano i soldi alle aziende, invece che lamentarsi”, “navigano nei soldi, li spendano, grazie”.

Parlando della politica, di Grillo dice: “Organizzare proteste è il suo mestiere“. E sulla possibilità che il patto con Berlusconi vacilli con la sentenza Ruby, risponde che “fino a questo momento non ha mai fatto venir meno la sua parola e il suo impegno: diamo a Cesare quel che è di Cesare”. Infine, un messaggio ai presidenti della Camere: “Spero che Boldrini e Grasso abbiano la forza di mettere un tetto a tutti i loro alti funzionari come abbiamo fatto noi con i manager di Stato e pure con i magistrati”.