Milano: Giuliano Pisapia ha preso meno voti di Bruno Ferrante, candidato di centrosinistra nel 2006

di Antonio Sansonetti
Pubblicato il 17 Maggio 2011 - 16:06 OLTRE 6 MESI FA

Giuliano Pisapia (Lapresse)

MILANO – Il successo di Giuliano Pisapia, riuscire a portare il centrosinistra milanese al ballottaggio, è stato storico. Ma i numeri assoluti ci dicono che Giuliano Pisapia ha preso meno voti di Bruno Ferrante, candidato non memorabile che nel 2006 dovette arrendersi sulla soglia del 46,97%.

L’ex prefetto Ferrante però prese 319.487 voti, quasi quattromila in più dei 315.862 che hanno fruttato all’avvocato Pisapia il 48,04% delle preferenze e il ballotaggio con 7 punti percentuali di vantaggio sul sindaco uscente Letizia Moratti.

Quindi, se Pisapia ha mantenuto – perdendo qualche briciola – i consensi che furono dati a Ferrante, il terremoto vero c’è stato nell’altro schieramento.

La Moratti cinque anni fa fu eletta sindaco al primo turno incassando 353.410 voti, che la portarono al 51,96%. Prese circa 25 mila voti in più ma 2,3 punti percentuali in meno dello schieramento che la sosteneva (328.475 voti per il 54,27%).

A Ferrante non bastò prendere quasi 50 mila voti in più della somma dei partiti che lo sostenevano (270.232 voti  per il 44,65%). Mentre Pisapia è riuscito a farcela conquistando 24 mila voti in più del suo schieramento, che ha raccolto 281.494 consensi, pari al 47,26%.

Mentre la Moratti si è fermata a 273.401 voti (41,58%), 80 mila in meno rispetto al 2006. Ma sempre 16 mila in più di quanto raccolto dai partiti di centrodestra in questa tornata amministrativa: 257.777 voti, 43,28%.

Guarda qui i numeri delle comunali di Bologna. Di Torino. E di Napoli.

Non è cambiato di molto il dato complessivo dei votanti, sotto la Madonnina. Nel 2006,  su 1.030.616 aventi diritto, votarono in 695.912, pari al 67,52%. Quest’anno gli aventi diritto erano 44mila in meno, 996.400, dei quali sono andati a votare in 673.185: 67,56 %.

Va detto che i 36.471 voti (5,54%) di Manfredi Palmeri, sostenuto dal Terzo Polo, vanno messi in conto al centrodestra. Mentre non saranno tutti sottraibili al risultato 2006 del centrosinistra i 21.228 voti (3,22%) del “grillino” Mattia Calise.

Al Pd non è riuscita l’impresa di diventare il primo partito di Milano. Con 170.551 voti ha conquistato il 28,63%, 37 mila consensi e 6,6 punti percentuali in più rispetto al 2006, quando prese 133.315 voti (22,02%). Ma non è bastato a superare il 28,74% e i 171.222 voti del Pdl, che rimane primo partito nonostante abbia perso oltre 70 mila consensi rispetto ai 246.796 voti (40,77%) che Forza Italia e Alleanza Nazionale sommati presero cinque anni fa. La Lega Nord nel 2006 non andò bene: 22.702 voti (3,75%) e anche questa volta ha deluso, nonostante abbia fatto molto meglio di cinque anni fa: 57.403 voti (9,63%). Questo perché solo due anni fa, alle elezioni europee, la Lega aveva incassato 73.060 preferenze (11,74%): mancano all’appello 16 mila voti.