Monti e gli “abusi dei pm”. Anm: “Improprio”, Ingroia: “Pensi ai politici”

Pubblicato il 19 agosto 2012 9:28 | Ultimo aggiornamento: 19 agosto 2012 9:28
mario monti

Mario Monti (foto Lapresse)

ROMA – Mario Monti dice ai giudici: “Basta con gli abusi”. Il pm Antonio Ingroia che replica stizzito: “E’ la politica che sconfina”. L’Associazione Nazionale Magistrati che ci mette il carico da novanta: “Intervento improprio, aspetti le decisioni della Corte Costituzionale”. Politica contro magistratura, giudici contro i politici. Anzi, contro un politico d’eccellenza, il presidente del Consiglio, Mario Monti.

Antefatto: in un’intervista Monti aveva detto senza mezzi termini che sulla vicenda intercettazioni c’erano degli “abusi dei pm” (riferimento alla questione Stato-mafia, con intercettazioni che riguardano Giorgio Napolitano). Il premier pensava quindi di presentare una legge che “limitasse questi abusi”. Beppe Giulietti, deputato del gruppo misto da sempre molto sensibile al tema, ha espresso il timore di un possibile “bavaglio quater”. Mentre una parte della stampa, capeggiata dal Fatto Quotidiano, ha attaccato Monti: è vero che Il Fatto è tra i pochi quotidiani a non risparmiare critiche all’attuale governo. E’ però vero che Il Fatto da sempre ha assunto una posizione pro-giudici.

Tempo 24 ore e la reazione del mondo della magistratura è arrivata forte e chiara. L’Anm (uno dei principali sindacati dei giudici) ha definito ”improprio” l’intervento del capo del Governo, soprattutto in attesa della decisione della Corte Costituzionale sul conflitto di attribuzione.

Mentre Antonio Ingroia, sentitosi chiamato in causa in prima persona (è uno dei pm di Palermo che hanno sollevato il caso legato a Napolitano), ha contrattaccato e ha respinto le critiche parlando di ”sconfinamento della politica”.

Ma stavolta Monti è stato difeso da una parte del Parlamento. Il Pdl ha attaccato Ingroia e ha preso spunto da questa storia per provare a rilanciare la riforma complessiva della Giustizia e la legge sulle intercettazioni.

L’Idv di Di Pietro invece ha accusato Monti di ”fare quel che non riuscì a Berlusconi”. Cioè, questa è l’ottica dei dipietristi, di attuare un nuovo “bavaglio”.

Questo il parere di Ingroia: ”Non posso non osservare che questi anni sono stati teatro di reciproche accuse e invasioni di campo. Io credo però che da parte nostra, della magistratura, non ci siano mai stati sconfinamenti; semmai ci sono stati da parte della politica”.

Contro Ingroia non ha risparmiato critiche il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri: ”Da tempo agisce non come un magistrato ma come un militante politico. Mi sembra ormai evidente che la sua azione politica lo renda incompatibile con l’attività di pm”. Poi una stoccata anche al ministro della Giustizia, Paola Severino: ”E’ sembrata una che lavora sotto dettatura di Ingroia”.