Napolitano al Movimento 5 Stelle: “Pronto a ricevervi nonostante gli insulti”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Ottobre 2013 19:25 | Ultimo aggiornamento: 25 Ottobre 2013 19:36
Giorgio Napolitano

Giorgio Napolitano (foto Ansa)

ROMA – Nessuna “prevaricazione” e disponibilità, nonostante gli attacchi scorretti e “persino ingiuriosi” del  Movimento 5 Stelle, a incontrare i rappresentanti delle opposizioni. Il presidente della Repubblica, nel giorno in cui Beppe Grillo torna a chiedere l’impeachment, replica a M5s e spiega che il suo auspicio, in materia di modifiche de sistema elettorale, è che si persegua in Parlamento la più larga condivisione.

Quanto alla rabbia di Grillo per i colloqui con la sola maggioranza Napolitano spiega  che gli incontri  non avallavano alcuna “prevaricazione della maggioranza sulle minoranze” e da quei colloqui non hanno chiuso alcun “giuoco” come da qualche parte si è affermato senza alcun fondamento.

Quindi una puntualizzazione aspra sul Movimento 5 Stelle: ”Si ricorda che la Presidenza della Repubblica ha sempre, e anche di recente, accolto richieste di incontro da parte del Movimento 5 Stelle, benché spesso accompagnate da attacchi scorretti e perfino ingiuriosi al Capo dello Stato”.

La nota del Quirinale:

Il Presidente della Repubblica, ha oggi (25 ottobre, ndr)  incontrato i rappresentati dei gruppi parlamentari di SEL e di Fratelli d’Italia, nelle persone, rispettivamente, della sen. De Petris e dell’on. Meloni. Gli incontri, svoltisi in un clima di assoluta serenità e concretezza, hanno consentito al Capo dello Stato di acquisire ulteriori elementi sulle prospettive di modifica  – in Parlamento – della legge elettorale vigente. I colloqui  di ieri con i rappresentanti dei gruppi di maggioranza – ai quali era stata data la precedenza per il ruolo che hanno nella discussione in corso nella I Commissione del Senato, avendo essi designato i due relatori sulla materia – avevano il medesimo carattere puramente informativo e ricognitivo.

 Nessun “giuoco” era “ormai stato fatto”, come da qualche parte si è affermato senza alcun fondamento ; né tantomeno si era avallata alcuna “prevaricazione della maggioranza sulle minoranze”.    

L’auspicio del Presidente Napolitano è che in materia di modifiche o innovazioni del sistema elettorale, si persegua in Parlamento la più larga condivisione. L’urgenza dell’iniziativa da lui presa ieri rispondeva a quanto affermato pubblicamente dalla tribuna del Congresso dell’ANCI a Firenze: cioè il timore di una sovrapposizione, sul delicato tema della legge elettorale, tra due istituzioni fondamentali, il Parlamento e la Corte Costituzionale.

Infine il passaggio sul Movimento 5 Stelle:

”Si ricorda che la Presidenza della Repubblica ha sempre, e anche di recente, accolto richieste di incontro da parte del Movimento 5 Stelle, benché spesso accompagnate da attacchi scorretti e perfino ingiuriosi al Capo dello Stato”.

E ancora:

‘Nei prossimi giorni il Presidente Napolitano incontrerà i rappresentanti della Lega Nord ; mentre ha preso atto con rammarico – si legge nel comunicato della presidenza della Repubblica – della decisione del Movimento 5 Stelle di declinare l’invito anche ad esso rivolto. Si ricorda che la Presidenza della Repubblica ha sempre, e anche di recente, accolto richieste di incontro da parte del Movimento 5 Stelle, benché spesso accompagnate da attacchi scorretti e perfino ingiuriosi al Capo dello Stato”.

Il Presidente della Repubblica  ”ha ritenuto e ritiene suo dovere adoperarsi per evitare che ci sia una ”una sovrapposizione, sul delicato tema della legge elettorale, tra due istituzioni fondamentali, il Parlamento e la Corte Costituzionale”. Il Quirinale intende farlo, prosegue la nota, ”sollecitando in primo luogo le forze di maggioranza per la loro prevalente responsabilità, ma egualmente le minoranze, e dunque tutte le forze politiche, perché rapidamente, prima dell’udienza già fissata per il 3 dicembre dalla Corte Costituzionale, il Parlamento affermi il ruolo suo proprio intervenendo almeno a modificare la legge vigente nelle norme su cui la Consulta ha già espresso più di una volta serie riserve di costituzionalità”.