Conflitto Napolitano-pm, Corte Costituzionale verso il sì all’ammissibilità

Pubblicato il 13 settembre 2012 17:21 | Ultimo aggiornamento: 13 settembre 2012 17:37

ROMA – La riunione della Corte Costituzionale è la prossima settimana ma a quanto pare sembra profilarsi – secondo quanto scrive l’Ansa – il sì della Consulta all’ammissibilità del conflitto di attribuzione sollevato dal Presidente della Repubblica nei confronti della Procura di Palermo. Il conflitto riguarda l’intercettazione di alcune telefonate tra il Capo dello Stato e l’ex senatore Nicola Mancino, coinvolto nell’inchiesta sulla presunta trattativa Stato-mafia, il cui telefono era sotto controllo.

Il ricorso del Capo dello Stato, proposto tramite l’Avvocatura – sempre secondo quanto si apprende – contiene presupposti ”fondati”, sia soggettivi, sia oggettivi, richiesti per l’ammissibilità del conflitto: nessun dubbio sussiste, infatti, sulla qualificazione del Presidente della Repubblica quale ”potere dello Stato”; ed anche il pubblico ministero, in numerosi precedenti giudizi della Corte, è stato qualificato quale ”potere dello Stato” in quanto titolare dell’attività di indagine finalizzata all’esercizio obbligatorio dell’azione penale. Anche i presupposti oggettivi sembrano ampiamente portare ad una decisione favorevole all’ammissibilità del conflitto: sono in discussione, infatti, l’articolo 90 della Costituzione e alcune leggi correlate sulle prerogative del Capo dello Stato, sull’ampiezza della sua immunità e, più specificamente, sulle procedure da seguire in caso di intercettazione ”indiretta” di telefonate del Presidente della Repubblica. Un giudizio di inammissibilità – viene fatto rilevare da esperti di diritto – sarebbe sorprendente tra gli stessi costituzionalisti, molti dei quali, dando per scontata l’ammissibilità del ricorso, si sono già espressi nei giorni scorsi con proprie opinioni sul merito della vicenda.

Intanto sfuma la possibilità di un “impeachment” per Napolitano. Il Comitato per i procedimenti d’accusa ha archiviato all’unanimità la denuncia di Carlo Taormina contro il Capo dello Stato. Tutti gli esponenti del Comitato che sono intervenuti dopo la relazione di Follini si sono detti d’accordo sulla proposta di archiviare la denuncia di Taormina. Alcuni ritenendola ”inammissibile”, altri ”contraddittoria”. Nino Lo Presti (Fli), Federico Palomba (idv) e Francesco Sanna (Pd) aevano proposto anche di trasmettere l’esposto del penalista all’autorità giudiziaria per vedere se fosse possibile ravvisare il reato di ”calunnia” visti gli ”errori” da una punto di vista normativo contenuti nella denuncia di Taormina. Ma alla fine la richiesta non è stata accolta preferendo semplicemente archiviare ”per chiudere questo episodio nel più breve tempo possibile”, come ha sottolineato il deputato del Pdl Francesco Paolo Sisto.