Cosentino: “Io innocente e fedele a Berlusconi, Alfano perdente di successo”

Pubblicato il 22 Gennaio 2013 14:32 | Ultimo aggiornamento: 22 Gennaio 2013 14:57

Nicola Cosentino (Foto Lapresse)

NAPOLI – Nonostante tutto Nicola Cosentino resta un uomo di Berlusconi e del Pdl. Nonostante le liti, la fuga, le liste scomparse per qualche ora e (forse) portate a casa sua a Caserta. Nonostante l’esclusione dalle liste per le Politiche che lo farà tornare privato cittadino e renderà più probabile il suo ingresso in carcere. Non rompe, Cosentino, e preferisce mantenere i toni bassi, anche se una stilettata la dedica ad Angelino Alfano. Ovvero colui che più ha fatto pressione perché Cosentino sparisse dall’elenco di candidati: ”Non ho nulla contro la categoria dei perdenti di successo”.

Voleva essere candidato e ha lottato “fino alla fine”. Ma non per continuare ad avere l’immunità parlamentare, che gli risparmierebbe il carcere visto che i pm che indagano per camorra ne hanno chiesto l’arresto. Perché Nicola Cosentino non vende “la mia dignità per l’immunità“. Non è un Cosentino risentito quello che parla, dopo lunga attesa, in conferenza stampa, proprio il giorno dopo l’esclusione dalle liste del Pdl. ”Non ho fatto un passo indietro. Ho lottato fino alla fine per ottenere una candidatura, ma non per immunità. Ma non vendo la mia dignità per l’immunità”.

”Accetto l’esclusione dalle liste senza nessuna polemica. Se può servire a prendere qualche voto in più e battere queste sinistre, va bene. Non potrò partecipare direttamente alla competizione ma lo farò con il cuore”. Così Cosentino che accetta la decisione del partito nonostante si sia in presenza di una ”montatura”. ”Non sono mai scappato da niente e da nessuno, le liste sono state regolarmente consegnate nel primo pomeriggio”.

La fuga a Caserta? Nitto e Palma e Verdini che lo inseguono per farsi consegnare le liste scomparse e prese per ripicca? Tutta una montatura: ”Non avevo le liste in mano, avevo una parte della liste di Campania 2, le ho consegnate a Nitto Palma. Sono stato fino a notte fonda a Palazzo Grazioli a dare il mio contributo ad organizzare le liste – ha sottolineato – una parte dei documenti li avevo io e li ho consegnati al mio commissario che già dalle cinque era in tribunale. Si è montato un caso e per evitare che ci potesse essere un mio ritorno in campo”.

”Non mi considero un fighetto di palazzo. Non ho mai gestito assolutamente niente”. Lo dice, in conferenza stampa, Nicola Cosentino. Ma per gli altri partiti – aggiunge – ”ero un punto di riferimento importante in Campania. Immagino che con il mio passo indietro possano ottenere un risultato importante”. Certo ”sarà più difficile correre come me” ma gli esponenti Pdl ”saranno ancora vincenti in regione”.

E a proposito delle sue vicende giudiziarie, alla base della scelta del partito di non candidarlo, dice: ”Vorrei andare in galera ma a fronte di una sentenza. Perché dovrei andare in carcere se oggi sono cittadino comune e non ho più potere di condizionare? – si chiede – se ci vado è perché siamo in un paese non civile, se ci vado ci vado con la mia dignità. Chiedo un processo immediato”.

I cronisti gli chiedono dell’oggetto che lo”I Casalesi sono un clan di fessi se invece di aiutarmi a scalare le vette mi fanno dimettere”. Cosi’, Nicola Cosentino. ‘Se manca qualcuno non lo so. Non sono mai stato socio di nessuno. Come socio ho solo mia moglie e la mia famiglia”, ha risposto Cosentino a chi ha fatto riferimento al deputato Luigi Cesaro, di cui i giornalisti hanno rilevato oggi l’assenza.

Alla fine, dopo vari tira e molla, la conferenza stampa l’ha tenuta. Nicola Cosentino era arrivato, puntuale, alle 12 all’hotel Excelsior di Napoli. Perchè a mezzogiorno era prevista inizialmente la conferenza, salvo poi slittare alle 15 e infine essere riconvocata per le 14. “Troppa gente”, avevano detto i suoi. In effetti fotografi e giornalisti avevano affollato la sala stracolma. Ma il sospetto che Cosentino volesse trattare ancora dopo il passo indietro, c’era. Soprattutto dopo che le ore tra le 12 e le 14 le ha passate chiuso in una riunione riservata con i fedelissimi: con lui anche alcuni colleghi di partito fra cui i deputati Amedeo Laboccetta, Enzo D’Anna, il senatore Cosimo Sibilia e l’assessore regionale ai Trasporti, Sergio Vetrella. Porte chiuse e all’esterno giornalisti e curiosi.