Paolo Gentiloni, malore al rientro da Parigi e intervento

di redazione Blitz
Pubblicato il 11 gennaio 2017 8:53 | Ultimo aggiornamento: 11 gennaio 2017 10:40
Paolo Gentiloni, malore al rientro da Parigi e intervento

Paolo Gentiloni, malore al rientro da Parigi e intervento (Il premier a Parigi, foto Ansa)

ROMA – Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha avvertito un lieve malore rientrando da Parigi, dove ha incontrato il presidente Francois Hollande.

Gentiloni è andato al Policlinico Gemelli, dove è emersa la necessità di un piccolo intervento di angioplastica ad un vaso periferico perfettamente riuscito. Il premier adesso sta bene ed è vigile.

Potrebbero essere stati l’influenza o un particolare stato di stress a provocare il malore che ha colpito il premier: è il parere di Michele Gulizia, cardiologo e presidente dell’Anmco, l’associazione dei cardiologi ospedalieri, che sottolinea come l‘intervento di angioplastica ai vasi periferici sia relativamente semplice con una convalescenza di 48 ore.

“L’angioplastica è la dilatazione attraverso un palloncino di una arteria che improvvisamente ha un’ostruzione totale o parziale che può essere legata alla formazione di un trombo, spiega l’esperto. In questo caso sappiamo che l’intervento ha riguardato dei vasi periferici, che possono essere cardiaci o degli arti, superiori o inferiori. A provocarla può essere stato uno stato di iperaggregazione, cioè una maggiore tendenza del sangue a coagulare, che può manifestarsi perché il soggetto è stressato, beve poco, o ha dei fattori genetici che predispongono a questo fenomeno. Non dimentichiamo che sta imperversando l‘influenza, la malattia infiammatoria per eccellenza, e le malattie infiammatorie possono destabilizzare patologie cardiache o di arterie facendo precipitare la coagulazione e favorendo eventi come questo”.

L’intervento, sottolinea Gulizia, è molto semplice. “L’angioplastica si fa da svegli, l’anestesia è locale nel punto di puntura, che è o una arteria del braccio o della gamba. Una volta effettuato al paziente viene dato un farmaco antiaggregante che tende a mantenere fluida la circolazione. Generalmente dopo una angioplastica dopo 48 ore si può tornare al lavoro”.

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