Pd, la reazione dei militanti: da Torino a Palermo, occupazioni e proteste

Pubblicato il 21 Aprile 2013 20:54 | Ultimo aggiornamento: 21 Aprile 2013 20:54

Pier Luigi Bersani (foto Ansa)

ROMA – Proteste a Palermo, occupazioni a Perugia, autoconvocazione dei militanti in Piemonte e autosospensioni a Teramo. Il Pd, o almeno la sua base,  reagisce. L’elezione di Giorgio Napolitano sveglia i militanti che in tutta Italia danno il là a iniziative di protesta.

Perugia. Occupazione simbolica. Occupazione simbolica della sede del Pd di Perugia, nel primo pomeriggio di oggi, da parte di alcuni giovani militanti del partito, che hanno esposto uno striscione con la scritta: ”Non moriremo di tattica, mai con Berlusconi”. ”Lo spettacolo a cui abbiamo assistito negli ultimi giorni – spiegano in una nota i promotori dell’iniziativa, denominata ‘OccupyPD’ – ci ha lasciati dapprima disorientati, poi sbigottiti ed infine disgustati. Per questo, coordinandoci con le altre citta’ in Umbria e nel resto d’Italia, abbiamo deciso di occupare simbolicamente la sede del nostro partito”.

”Siamo nati nel Partito Democratico e crediamo in questo progetto – aggiungono, fra l’altro – lo abbiamo costruito e non intendiamo vederlo distruggere. Siamo convinti di essere noi in sintonia con il popolo del centro-sinistra riformista e progressista, molto piu’ dei nostri dirigenti. Per questo rivendichiamo spazi dove non si parli di appartenenze o di spartizioni, ma di temi, progetti ed idee per la nostra terra e il nostro Paese. Con questo obiettivo, a breve, organizzeremo un’assemblea pubblica ed aperta a tutti quelli che si sentono Democratici, che non hanno intenzione di morire di tattica”

Piemonte, autoconvocazione.  – Mai un governissimo con Berlusconi, reset di tutta la dirigenza, nazionale e locale, e congressi a tutti i livelli. E questa volta ‘aperti’ e non ‘chiusi’, come le ultime primarie. Sono i 3 punti, ”senza se e senza ma”, intorno ai quali oggi la base del Pd di Torino si e’ autoconvocata nella sua sede cittadina. Oltre 250 persone, tra cui molti giovani, in fila per parlare, 3 minuti a testa, tante foto e appunti in tempo reale sulla lavagna. ‘L’unica via per salvare il patrimonio di questo partito – ha detto Fabio Malagnino, coordinatore del Forum Innovazione Torino – è ripartire dalla base, facendo capire alla dirigenza quanto è distante dal Paese”.

Tra i tanti presenti, molti bersaniani delusi, civatiani come Iacopo Suppo, (”non e’ in crisi il Pd, ma la sua dirigenza”) renziani come Diego Sarno (”riprendiamoci il Pd ripristinando il confronto”), 2 parlamentari, Andrea Giorgis (”questa e’ una discussione sana ma ragioniamo bene sui 3 punti”) e Anna Rossomando. Quest’ultima e’ anche coraggiosamente intervenuta, pur contestata piu” volte, per sottolineare che ”non c’erano i voti per portare Rodota’, noi teniamo all’unione del partito come voi, andiamo ad un confronto aperto ma vero, non mirato solo a tagliare teste”. E anche Silvio Viale, presidente dei Radicali Italiani eletto nel Pd, incuriosito, ma molto critico. ”Qui e’ di scena ancora una volta la sinistra minoritaria del Pd – ha detto – votata all’opposizione nella speranza del sol dell’avvenire. Il problema vero e’ creare una sinistra europea-liberale che sappia aggregare e vincere e non arroccarsi e perdere”’.

Teramo, autosospensioni. I Giovani Democratici della Provincia di Teramo si autosospendono dagli incarichi ricoperti nel Pd per quelle che definiscono le ”varie scelte scellerate della dirigenza del partito ed in particolare dopo l’ultima, quella che portera’ alla costruzione di un nuovo governo di larghe intese”. Lo affermano i vertici dei Gd teramani all’indomani dell’elezione bis di Giorgio Napolitano, sottolineando che ”difficilmente riusciamo a riconoscerci nel Pd e nella sua classe dirigente”.    ”Vergogna e’ il sentimento che in questi giorni abbiamo provato di fronte al comportamento dei dirigenti del Partito Democratico – affermano i leader dei Giovani Democratici – mentre il Paese e’ attraversato da una crisi economica di cui non si sembra intravedere la fine la dirigenza nazionale del Partito Democratico sembra sorda di fronte alle richieste dei cittadini e si e’ persa in decisioni inappropriate, scaturite da vecchie e becere logiche partitiche, che gli elettori hanno chiaramente bocciato il 24 e 25 febbraio scorso”.

Nel ripercorrere le tappe che hanno portato all’elezione di Napolitano, i giovani democratici parlano di ”un fallimento totale della dirigenza del nostro partito, che avra’ effetti devastanti sulla pelle dei cittadini”. ”Non ci vergogniamo soltanto per il fatto che ormai non c’e’ piu’ un Pd e perche’ abbiamo perso la fiducia di milioni di cittadini che non ce la daranno piu’ – affermano – ci vergogniamo soprattutto perche’ la nostra intera classe dirigente ha nuovamente scelto l’autoconservazione al rinnovamento, riconsegnando le chiavi del Paese a Berlusconi e facendo scontare gli effetti di questa scellerata scelta a noi cittadini”.

Palermo, protesta in sede.  Da ieri, dopo l’elezione del presidente della Repubblica, i Giovani democratici di Palermo sono in assemblea permanente nella sede del Pd, in via Bentivegna, dove hanno passato la notte. Protestano ”non contro Napolitano – ribadisce il segretario dei Giovani Pd Marco Guerriero – ma contro l’inciucio con il Pdl. Abbiamo l’appoggio di tutta la base, ma nessun segnale arriva dalla classe dirigente: saranno in famiglia. Rimarremo nella sede a oltranza, anche stanotte e quelle successive”. ”Continuano ad arrivare comunicati di vicinanza politica, da segretari di circolo e figure istituzionali. Alle 18 – annuncia – si riapriranno i lavori della commissione politica, che dovra’ decidere le mosse da fare affinche’ possiamo partecipare al congresso dei democratici: l’attuale statuto, infatti, ci tiene fuori. Probabilmente – conclude – non hanno ancora capito cosa sta succedendo”.