Pd. Renzi riunisce i parlamentari, minoranza diserta. FI: “Forza Bersani”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Febbraio 2015 19:21 | Ultimo aggiornamento: 27 Febbraio 2015 19:23
Pd. Renzi riunisce i parlamentari, minoranza diserta. FI: "Forza Bersani"

Pd. Renzi riunisce i parlamentari, minoranza diserta. FI: “Forza Bersani”

ROMA – Pd. Renzi riunisce i parlamentari, minoranza diserta. FI: “Forza Bersani”. Lo strappo dell’ex segretario Pier Luigi Bersani ha finora monopolizzato l’attenzione sull’assemblea al Palazzo del Nazareno dove Renzi ha riunito deputati e senatori Pd. Bersani non ha partecipato (“non faccio il figurante, basta spot”) e con lui i parlamentari della sinistra Pd. Nella riunione, è iniziata alle 17, Renzi ha preparato un dibattito incentrato su alcune piattaforme tematiche: scuola, Rai, ambiente e fisco.

A proposito di Rai è filtrato l’orientamento di Renzi a proporre una riforma del servizio pubblico per via parlamentare, ovvero evitando il decreto legge per un disegno di legge che coinvolga anche i 5 Stelle di cui si vuole verificare l’attendibilità di alcune aperture degli ultimi giorni. Lo sfogo e la presa di posizione di Bersani ha suscitato l’imprevista solidarietà da parte di Forza Italia. Nel Mattinale di oggi Renato Brunetta con un eclatante “Forza Bersani” ha salutato l’alzata di testa contro il pigliatutto Renzi, reo di aver affossato il Patto del Nazareno sperando di farla franca.

A parte le battute, lo strappo di Bersani segnala che l’unità ritrovata con l’elezione di Mattarella è stata forse la fioritura effimera di una stagione conclusa. Con il varo del jobs act, senza tener conto delle modifiche venute proprio dalle commissioni parlamentari, la sinistra Pd è tornata sulle barricate. E senza il supporto di Forza Italia, umiliata con l’elezione del presidente della Repubblica per il mancato rispetto del famoso/famigerato Patto del Nazareno, Renzi rischia sulle riforme (Senato e legge elettorale) se un terzo del suo partito gli volterà le spalle non votandole come minaccia.

Renzi procederà dritto per la sua strada come ha fatto finora, cercando magari sponde eventuali da grillini e forzisti delusi? O aprirà una trattativa con la minoranza negoziando e però rinunciando al profilo decisionista e riformatore ad ogni costo che si era dato?