Pdl, i finiani smettono di mediare. Bocchino: “Strappo non ricucibile, faremo nuovo partito”

Pubblicato il 22 Agosto 2010 - 08:56 OLTRE 6 MESI FA

Italo Bocchino

Futuro e Libertà ha smesso di credere possibile un futuro nel Pdl e di fronte ai ricatti di Silvio Berlusconi e alle bordate di Umberto Bossi, guarda aldillà dell’ostacolo: alla nascita di un nuovo partito. Proprio dopo che il premier ha detto: si Fini fa un partito è un traditore. Ad annunciare la nuova linea di Fli è il capogruppo alla Camera, Italia Bocchino che in un’intervista alla Stampa dice: “Non credo che si possa ricucire lo strappo tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, e quindi vedo all’orizzonte la nascita di un nuovo partito politico”.

Per Bocchino ”Berlusconi dovrà decidere se questo partito politico potrà far parte della coalizione. Noi naturalmente siamo per questa soluzione, ma in caso contrario il voto è nelle cose”. Il premier, dice Bocchino, ”ha una strana concezione della politica e del tradimento. Con una logica padronale sbatte Fini fuori dal partito e lui ha il dovere verso gli elettori di dar vita a un nuovo soggetto politico, a meno che non si torni alla logica politica della compatibilità”.

”Il progetto del Pdl è imploso – prosegue il deputato finiano – Ma la politica è l’arte delle cose impossibili e Berlusconi potrebbe far marcia indietro, anche perché i sondaggi dicono che se si va al voto il Pdl perde tra i 60 e gli 80 parlamentari a vantaggio di Bossi e nostro e al Senato non avrebbe la maggioranza. E poi, di fronte a due maggioranze diverse tra Camera e Senato, scommetto che Umberto Bossi sponsorizzerebbe il governo Tremonti”.