Pdl, Fini: “Garantismo non sia giustizialismo”

Pubblicato il 20 luglio 2010 20:18 | Ultimo aggiornamento: 20 luglio 2010 20:54
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Gianfranco Fini

”Non so se si puo’ parlare di questione morale. Il Pdl tradirebbe se stesso se non facesse sentire la sua voce contro coloro che si mettono sotto l’ombrello del potere per farsi gli affari propri”. Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, a Pescara.

”Mi preoccupo quando avverto nella società un calo della capacità di indignarsi. E’ facile, nel Pdl, essere garantisti, ma il garantismo non puo’ essere giustificazionismo, che è un’altra cosa. Dobbiamo partire dalla forza dell’esempio”.

”Nel Pdl – ha proseguito il presidente della Camera – siamo entrati in modo convinto, vogliamo continuare a rimanere. Il Pdl e’ la nostra casa politica, ma bisogna fare molto per migliorarlo. E’ un partito che deve guardare in prospettiva e deve saper dare qualcosa di più, non limitarsi a gestire la quotidianita’. Siamo nel ventunesimo secolo, la fine dell’ideologia non puo’ significare la fine dell’idealita’ e della proposta politica”.

”Feltri dice che devo andare via? – ha poi sferrato il colpo Fini – Lo ha gia’ scritto altre volte, ma non gliela daremo questa soddisfazione. La leadership di Berlusconi e’ indiscussa. Ma non possiamo passare da quello che era il centralismo burocratico al centralismo carismatico, dove c’e’ uno che pensa per tutti. La democrazia e’ un’altra cosa. Credo che, ferma restando la leadership di Berlusconi, bisogna organizzare meglio il Pdl perche’ non si puo’ dire, come scrive Feltri, ‘dopo di me il diluvio’, e chissa’ cosa accadra’ e chi se ne importa”.

”Il Pdl – ha proseguito Fini – e’ una creatura che deve impostare il suo lavoro per i prossimi dieci, quindici, trent’anni. Dando vita al Pdl abbiamo consegnato a quella creatura politica cinquant’anni della storia italiana. Lo abbiamo fatto per gestire il presente, ma anche per pensare al futuro. Non ci si puo’ dire ‘ma tanto c’e’ lui, va tutto bene”’. Poi, a un simpatizzante in platea che gli urlava ”il futuro sei tu”, Fini ha risposto: ”No, non prendiamoci troppo sul serio”.

Fini ha quindi rilanciato sulla necessita’ di eleggere le strutture del Pdl, a partire da quelle locali ”come si fa nei partiti democratici”, per poi discutere su chi ha i mezzi, le capacita’ e la credibilita’ per dirigerlo. Per questo motivo e’ venuto il momento di fare il congresso, spiega nel corso di un incontro con i dirigenti locali di Generazione Italia e gli amministratori locali.