Il Pdl e l’obiettivo d’autunno: “Fermare processi del premier, riforme senza trattative”

Pubblicato il 27 Settembre 2010 8:01 | Ultimo aggiornamento: 27 Settembre 2010 13:11

Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano

Il Pdl e la maggioranza si danno un “nuovo” obiettivo: fermare i processi del premier e arrivare a una riforma organica della giustizia, senza più mediazioni. A chiarire la linea sono stati domenica sera l’avvocato del premier Niccolò Ghedini e il ministro della Giustizia Angelino Alfano, dal palco della Festa della Libertà a Milano. L’obiettivo principale di questo autunno per il Pdl è quindi la riforma della giustizia, la separazione delle carriere di giudici e pm, e ”anche fra pm e qualche giornalista”.

“Un Berlusconi senza processi è il mio obiettivo e lo dico contro i miei stessi interessi perché non avrebbe più bisogno di un avvocato”, scherza Ghedini dal palco. E a ricalcare le sue parole ci pensa poi Alfano che lega l’argomento anche alla tenuta del governo perché ”è meglio tornare a votare che galleggiare” senza fare le riforme.

Alfano parte parlando del permier affrontando il tema giustizia perché ”ogni volta che se ne parla – dice – c’é una sorta di riflesso anti-Berlusconi”. Ancora più esplicito Ghedini: “Ogni volta che c’è una riforma viene strumentalizzata dicendo che serve a Berlusconi, ma non è così. Abbiamo una magistratura a cui non dispiacciono i processi a Berlusconi perché le consentono di gridare al golpe e mantenere il suo straordinario potere”.

Questo dipende, secondo il deputato Pdl, dal fatto che si autogiudica. Ma il problema per Alfano è quello della separazione delle carriere. ”Pm, avvocato e giudice sono i tre perni della giustizia. Di questi, due fanno lo stesso concorso, stanno nello stesso ufficio, prendono il caffe’ nello stesso bar – ha sottolineato – e se l’ufficio è piccolo capita pure che si fidanzino e poi il giorno dopo in tribunale fingono di darsi del lei”.

Quindi ”dobbiamo fare – ha aggiunto Alfano – quello che non siamo riusciti a fare nel 1994”. Ovvero la riforma. Per farla servono in Parlamento i voti ma i finiani su questo tema hanno mostrato piu’ di una perplessita’. Ghedini ha una idea precisa sulla questione: ”Non possiamo dire nel 2013 che abbiamo trattato al nostro interno – ha spiegato l’avvocato – Non e’ tempo di trattare: va fatta la riforma”.

Alfano e’ stato piu’ prudente, anche se il rumoreggiare del pubblico non ha lasciato dubbi sull’animo dei partecipanti alla festa del Pdl su Futuro e liberta’. Del discorso di Fini ha detto che era fatto ”per meta’ di ragionamento e per meta’ di risentimento e noi valorizziamo il ragionamento piu’ che sottolineare il risentimento perche’ il governo non ha solo il diritto ma il dovere di andare avanti”.

Questo pero’ non vuol dire che il Pdl accettera’ una una guerra di logoramento a Berlusconi. ”Noi – ha spiegato – siamo al governo per fare le riforme, non per galleggiare. Se non possiamo fare le riforme allora e’ meglio votare. Meglio andare al voto che fare chiacchiere”.

Infine ha lanciato un avvertimento agli alleati, presenti e passati come Fini e Casini: ”I cimiteri della politica italiana sono pieni di aspiranti successori di Berlusconi. Alcuni suoi avversari, anche quando alleati, si sentono come se avessero il telecomando e quando lo vedono vogliono cambiare canale, ma il telecomando ce l’ha il popolo”.