Piemonte, Giovine condannato per firme false: a rischio la vittoria di Cota?

Pubblicato il 2 Luglio 2011 19:20 | Ultimo aggiornamento: 2 Luglio 2011 19:20

ROMA – Il processo per falso in sede penale avviato a Torino nel dicembre scorso ha portato alla condanna a due anni e otto mesi di Michele Giovine.

Giovine, con la sua lista ‘Pensionati per Cota’, contribuì con 27mila voti alla vittoria di Roberto Cota alle ultime regionali in Piemonte.

Il Tribunale ha dichiarato la falsità dell’autenticazione delle firme in 17 delle 19 circoscrizioni in cui la lista è stata presentata.

Secondo fonti dello staff legale di Mercedes Bresso, la candidata del centrosinistra che perse le elezioni per poco più di novemila voti, la sentenza ”avrà effetti decisivi sul procedimento amministrativo”, ancora in corso per accertare la regolarità delle elezioni.

”I problemi legati alle autentiche delle firme di una singola lista – ha commentato Cota – non mi riguardano. Se qualcuno ha sbagliato, paghi. Io mi occupo di fare il lavoro di presidente della Regione. I voti che i piemontesi mi hanno dato sono voti veri e validi’.

”In questa vicenda – ha ribattuto Bresso – c’è una responsabilità diretta di Cota, che non poteva non conoscere le modalità con cui Giovine operava”.

Scontata la scelta di campo delle forze politiche piemontesi: con il governatore leghista il centrodestra, secondo cui l’attuale governo ”non si discute”; per il ritorno alle urne il Pd e il centrosinistra, secondo i quali ”Cota non ha vinto le elezioni”.

Dal punto di vista tecnico, la condanna penale non ha conseguenze amministrative automatiche. Ma il procedimento amministrativo intentato all’indomani del voto da Bresso e altri è ancora aperto.

Il 4 ottobre ci sarà l’udienza della Corte Costituzionale, coinvolta dal Consiglio di Stato che ha ritenuto incostituzionale la sentenza del Tar del Piemonte nel punto in cui rinviava il procedimento amministrativo relativo a Giovine alla conclusione dell’iter giudiziario civile a suo carico.

I tempi lunghi di questo ulteriore processo potrebbero infatti portare alla sentenza dopo la fine della legislatura. Se la Consulta accoglierà il rilievo, a decidere saranno chiamati ancora un volta il Consiglio di Stato o il Tar del Piemonte.

Il coordinatore del Pdl piemontese, Enzo Ghigo, spiega che ”chi ha votato per la lista Pensionati voleva in modo inequivocabile votare anche per Cota”.

E il capogruppo della Lega in Regione, Mario Carossa, accusa”gli avvoltoi di una certa parte della sinistra, capeggiati dall’avvoltoio Bresso” di ”celebrare una vittoria che non c’è”.

Dal fronte avverso, il leader nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, afferma che ”la maggioranza di Cota si regge sull’illegalità” e il segretario regionale del Pd, Gianfranco Morgando, sostiene che le elezioni ”sono state viziate da una vera e propria truffa” per cui ”il governo regionale non è più legittimato”. Dello stesso avviso anche Idv, Sel, Fds e Radicali.