Taglio stipendi rinviato: i politici resistono all’assalto dei tecnici

Pubblicato il 10 Dicembre 2011 19:52 | Ultimo aggiornamento: 10 Dicembre 2011 19:56

ROMA – I parlamentari difendono i propri stipendi dall’attacco del governo tecnico: non vogliono che le loro indennità siano sforbiciate per decreto legge (si parlava di 5 mila euro) e fanno le barricate a botte di emendamenti.  Una delle proposte sarebbe quella di equiparare lo stipendio dei parlamentari a quelli dei loro colleghi europei.

Il fronte per la difesa dell’onorevole stipendio è addirittura “tripartisan”: il primo annuncio di un emendamento in tal senso è stato del Pdl Massimo Corsaro, seguito da Pier Paolo Baretta (Pd). A condire il tutto l’intervento del presidente della Camera, Gianfranco Fini (Terzo Polo), che ha sfidato il governo Monti, dicendo che a decidere dovrà essere il Parlamento, e non il governo: “Escludo che nel Parlamento ci possa essere un’azione dilatoria o di contrasto nei confronti di quello che inopportunamente il governo ha inserito nel decreto”.

In pratica, Fini sostiene che saranno i parlamentari stessi a tagliarsi una parte dello stipendio. E sembra quasi dire al governo: “Il Parlamento è sovrano, non scavalcateci, vedrete che daremo il buon esempio da soli”.

Sarà che Fini ha il polso degli umori parlamentari, ma altre parole non fanno pensare che sarà così facile far digerire questi tagli ai diretti interessati. Ad esempio, le immagini drammatiche evocate da Alessandra Mussolini: “E’ un’istigazione al suicidio”. Secondo la deputata del Pdl “È come se ci mandassero nudi per strada. Poi è ovvio che uno si ammala, prende l’influenza, si aggrava, arriva la polmonite e quindi…”.

La manovra prevede che il governo ‘recepisca’ gli esiti del confronto sugli stipendi degli altri parlamenti europei di cui si sta occupando la commissione guidata dal presidente dell’Istat, Enrico Giovannini.

Attualmente lo stipendio netto di un onorevole è il più alto di tutti in Europa: circa 15 mila euro lordi che diventano 11.704 netti. Con questa somma deve pagarci lo stipendio dell’assistente. Un collega tedesco prende 7 mila euro netti ma l’assistente è un funzionario del Bundestag. L’Austria è il paese più vicino, per difetto, al livello italiano: 8.882 euro netti. Un olandese prende poco più di 7 mila euro, un francese poco meno di 7 mila come un irlandese, un belga 6 mila euro netti, un greco 5 mila e 700. La media europea degli stipendi sul totale dei paesi è minore della metà di quello italiano, 5.539 euro.