Primarie, trappola Pd per Renzi: doppio turno, albo elettori, dichiarazione sostegno

Pubblicato il 3 ottobre 2012 19:00 | Ultimo aggiornamento: 3 ottobre 2012 20:10
Matteo Renzi

Matteo Renzi (LaPresse)

FIRENZE – Il Pd si prepara a blindare le sue primarie e sembra rinchiudersi in se stesso, tentando tutte le strade affinché a votare ci vada meno gente possibile, o quantomeno solo coloro che veramente sono elettori del centrosinistra e non hanno paura a dichiararlo. Forse anche una “trappola” per Renzi e per i suoi elettori poco di sinistra, anche se le modifiche allo Statuto vengono fatte proprio per dargli la possibilità di candidarsi.

Mentre da una parte Bersani quindi blinda le primarie contro il “poco comunista” Renzi, dall’altra dice velatamente no a un Monti bis: “Monti a cominciare dalle dichiarazioni a New York non è estraneo alla prospettiva che l’Italia deve essere un paese normale, non figlio di un Dio minore ma della democrazia europea. A Monti non sfugge che per rassicurare il mondo l’Italia deve mettersi nel solco di una normale democrazia. E chiaramente in questa direzione Monti può dare una mano”.

Pd blinda primarie, dicevamo, perché le nuove regole per le primarie, pronte e che dovranno essere votate sabato a Roma durante l’Assemblea degli iscritti, prevedono una votazione in due turni con ballottaggio, un albo (pubblico) degli elettori e una dichiarazione obbligatoria di “sostegno al centrosinistra” da sottoscrivere prima del voto. Una dichiarazione che poi verrà resa pubblica.

Novità che hanno iniziato a smuovere le acque già agitate del Partito Democratiche, con Matteo Renzi che ha iniziato a scalpitare: “Non capisco perchè non vadano bene le regole del passato, quelle che andavano bene quando hanno vinto Prodi, Veltroni, Bersani”.

Le novità che dovrebbero essere votate sabato sono quindi doppio turno e albo degli elettori. Poi patto di coalizione tra le forze che partecipano: in pratica chi perde sostiene il vincitore. Chi vorrà votare dovrà ritirare un certificato elettorale entro un giorno prima delle votazioni. Tuttavia, si potrà ritirare la «tessera» anche la domenica stessa delle primarie: in ogni comune sarà aperto un ufficio elettorale per iscriversi all’albo degli elettori. Per quanto riguarda poi i due turni di voto, solo chi avrà votato al primo turno delle primarie, potrà farlo anche al secondo.

Per quanto riguarda poi la questione della privacy sull’albo degli elettori, viene spiegato che chi vota alle primarie sottoscriverà una dichiarazione di sostegno al centrosinistra. Un’iniziativa politica, insomma. E i nomi dei votanti potranno essere pubblici non in quanto votanti alle primarie, ma in quanto sostenitori del centrosinistra.

Pier Luigi Bersani sabato chiederà il mandato per rivolgersi a candidati e forze alleate per sottoscrivere un patto che impegni chi perde a sostenere il candidato vincente e una serie di vincoli per evitare che la coalizione, in caso di vittoria, si impantani in caso di nodi controversi

”Mi pare un errore – dice Renzi – inserire il ballottaggio alle primarie. Chi arriva primo vince. Non è che dopo aver vinto, poi, c’è la gara di ritorno. Mi pare un errore grave immaginare un ballottaggio in cui possa votare solo chi ha votato al primo turno (e se la prima domenica ti ammali?). Mi pare un errore cercare di restringere la partecipazione: in tutto il mondo la sinistra allarga il campo della partecipazione e la destra restringe”.

Ma nel Pd c’è chi risponde per le rime a Renzi, come Nico Stumpo, responsabile organizzazione della segretaria del Pd che dice: ”Vedo che Renzi chiede con insistenza perché si devono cambiare le regole. Vorrei fargli notare sommessamente che sabato riuniamo l’assemblea nazionale del Pd per cambiare la regola dello statuto in modo da consentirgli di candidarsi alle primarie”.