Regionali Sardegna: Cappellacci? Pdl indeciso. Barracciu? Centrosinistra spaccato

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Dicembre 2013 13:00 | Ultimo aggiornamento: 23 Dicembre 2013 13:00
Regionali Sardegna: Cappellacci? Pdl indeciso. Barracciu? Centrosinistra spaccato

Regionali Sardegna: Cappellacci? Pdl indeciso. Barracciu? Centrosinistra spaccato

ROMA – Si avvicinano le elezioni Regionali in Sardegna, e, se il centrodestra ha qualche dubbio sul ripresentare l’attuale presidente Ugo Cappellacci, il centrosinistra è spaccato sulla candidatura dell’europarlamentare Francesca Barracciu, vincitrice delle primarie di settembre poi indagata per peculato nell’ambito del caso-rimborsi.

LA DATA. Cappellacci non ha ancora firmato il decreto per indire le elezioni. La maggioranza vorrebbe andare al voto il 2 marzo. Dall’opposizione arrivano le proteste di Caterina Pes (Pd): il 2 è una scelta “lontana dai cittadini” perché in quel giorno a Oristano si correrà la Sartiglia. “Si vuole favorire la bassa affluenza? A pensare male alle volte ci si azzecca”.

CENTRODESTRA. Alle 19 a Villa Devoto Cappellacci incontrerà gli esponenti della coalizione di centrodestra, che governa la Sardegna dal febbraio 2009. Si discuterà di candidature e di programma, ma alla fine anche dello stesso Cappellacci. Alcuni vorrebbero escludere dalle liste elettorali le persone indagate. Ma è una regola che, se passasse, metterebbe fuorigioco lo stesso Cappellacci, indagato in più di un’inchiesta giudiziaria. Probabilmente si troverà un compromesso, visto che Cappellacci è candidato “benedetto” da Berlusconi in persona, Berlusconi che cinque anni fa fu decisivo nella campagna elettorale che portò alla sconfitta di Renato Soru.

CENTROSINISTRA. Problemi più seri per il centrosinistra, dove Renzi è al suo primo appuntamento elettorale e deve trovare una difficile mediazione, rinunciando a uno dei suoi due cavalli di battaglia: le primarie e la questione morale.

Francesca Barracciu è la candidata incoronata dalle primarie, dove ha preso il 46% dei voti di 52 mila sardi. Ma è anche indagata per peculato, per 33 mila euro di rimborsi kilometrici messi sul conto della Regione. Lei non ha dubbi: “Non farò nessun passo indietro, sarò io la candidata perché così hanno deciso 52mila sardi”.

Ma non la pensa allo stesso modo parte del Pd, per non parlare di Sel e degli altri partiti del centrosinistra. Spiega l’Unione Sarda:

“Il partito di Vendola ha eletto coordinatore regionale Luca Pizzuto che adesso dovrà affrontare le questioni spinose relative all’alleanza con un bagaglio di veti (giunti da più componenti del partito) sulla figura di Francesca Barracciu. Il primo della lista è il segretario regionale uscente, Michele Piras che nonostante abbia ribadito la stima nei confronti dell’europarlamentare non la riconosce come candidata capace di unire il centrosinistra.

Non sono da meno gli altri partiti che siedono al tavolo del centrosinistra. I Rossomori hanno abbandonato la coalizione perché insoddisfatti dalle loro richieste sulla questione morale. Il Centro Democratico punzecchia e chiede maggiore condivisione mentre il Partito dei Sardi reputa una condizione necessaria la questione morale”.