La battaglia del Lazio. Il centrosinistra cerca candidati eccezionali: Veltroni, Bindi, Marino?

Pubblicato il 27 Ottobre 2009 17:26 | Ultimo aggiornamento: 27 Ottobre 2009 17:26

Bersani, neo segretario del Pd, deve scegliere in fretta. Scegliere, rischiare, convincere. Serve un candidato/a a presidente della Regione Lazio. Elezioni fissate a marzo ma, se come è praticamente sicuro, dopo le dimissioni ufficiali di Marrazzo, si voterà a gennaio/febbraio e per Bersani e il centro sinistra è questione di giorni.

Già prima dello tsunami Marrazzo il pronostico elettorale era leggermente a favore del centro destra, ora la situazione non è certamente migliorata per il centro sinistra. Finora nessun candidato si è fatto avanti, anzi tutti hanno accennato un passo indietro. Candidati da situazione “normale” potrebbero essere Gasbarra o Zingaretti. Ma la situazione è tutt’altro che normale. Candidature di “rilancio” potrebbero essere quella di Walter Veltroni, di Rosy Bindi, di Ignazio Marino o di Giovanna Melandri. Soprattutto per i primi tre una grande opportunità di impegno, una sfida stimolante ma anche un rischio altrettanto grande.

Marrazzo con Gasbarra

Veltroni candidato, ammesso che volesse, non potrebbe perdere senza grave danno di immagine. Un Veltroni che però gode a Roma di grande prestigio e ampia base elettorale. Non altrettanto per la Bindi e Marino che però entrambi, sia pure in forma diversa, sarebbero candidature capaci di riscattare, per il solo fatto di essere formulate, l’opacità della vicenda Marrazzo.

Tocca a Bersani consultare, scegliere, proporre. Perché, per avere speranza di vittoria, dovrà essere una candidatura “di coalizione”. Concordata in primo luogo con l’Udc di Casini senza la quale nel Lazio il centro sinistra è minoranza. E poi concordata anche con l’Idv di Di Pietro e con almeno buona parte della sinistra che non siede in Parlamento.

Da parte del centro destra c’è la candidatura forte di Renata Polverini, area An, segretaria del sindacato Ugl. E quella di Luisa Todini, area Forza Italia. A meno che Berlusconi non ritenga il caso di inventare una candidatura da tempo e battaglia straordinaria per la conquista della Regione.