Renzi cerca accordo coi sindacati, Cgil dice no. Da Berlino sostegno al Jobs Act

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Ottobre 2014 14:10 | Ultimo aggiornamento: 7 Ottobre 2014 14:10
Matteo Renzi e Angela Merkel

Matteo Renzi e Angela Merkel (Foto LaPresse)

ROMA – Matteo Renzi cerca l’accordo con i sindacati. La Cgil risponde con un netto no, mentre da Cisl e Uil arriva un tiepido forse. Da Berlino invece arriva un sostegno al Jobs Act, sotto forma di dichiarazioni del portavoce del governo tedesco e sotto forma di alcuni significativi protocolli per la riunione dell’8 ottobre a Milano.

“Non c’è conflitto sul concetto di crescita tra Berlino e Roma“, ha detto il portavoce del governo tedesco alla vigilia del vertice di Milano. E così Angela Merkel, Matteo Renzi e Francois Hollande si preparano per una conferenza stampa a tre, una conferenza che fino a ieri sembrava impensabile. La Merkel aveva detto di non volere l’incontro, che ormai è stato annunciato. Forse per evitare il rischio, e l’imbarazzo, di una pubblica discussione col premier Renzi.

E intanto mentre il governo italiano chiede l’ulteriore rinvio del pareggio in bilancio, dal commissario agli affari economici Jyrki Katainen arriva l’ennesima doccia fredda: “Dobbiamo trattare tutti nello stesso modo”.

Dopo gli ultimi dati sulla disoccupazione giovanile dilagante, l’8 ottobre Renzi, Merkel e Hollande si riuniranno al vertice di Milano per discutere del problema. Il portavoce del governo tedesco ha dichiarato:

“Sulla crescita non c’è un conflitto basilare fra Berlino e Roma. Ci sono una serie di strumenti per la crescita, che possono essere utilizzati, e la questione è come implementare nel modo più efficace i mezzi a disposizione”.

La conferenza tra i 3 premier è stata annunciata per dopo il vertice di Milano e Renzi ha commentato:

“Non c’è occupazione se non torna la crescita. Non c’è crescita senza occupazione. Questi due elementi sono molto legati tra loro, domani vediamo di fare passi in avanti”.

E se l’Italia, che avrebbe dovuto ottenere il pareggio in bilancio nel 2015, ha chiesto due rinvii prima al 2016 e poi al 2017, l’Ue non sarenne disposta a concederli, con le parole di Katainen che sembra un chiaro messaggio:

“Non commento la richiesta italiana, ma dobbiamo trattare tutti i Paesi nello stesso modo”.