Renzi sbaglia tutto, gli 80 euro? per carità…Luigi Zanda su Iv e Governo

di Sergio Carli
Pubblicato il 17 Febbraio 2020 12:58 | Ultimo aggiornamento: 17 Febbraio 2020 12:58
Matteo Renzi sbaglia tutto, gli 80 euro? per carità...Luigi Zanda su Iv e Governo

Renzi sbaglia tutto, gli 80 euro? per carità…Luigi Zanda su Iv e Governo (nella foto Ansa, Renzi e Zanda)

ROMA – “Matteo Renzi si è sopravvalutato, è la sentenza di Luigi Zanda, tesoriere del Pd.

Renzi, “ha sbagliato l’analisi politica e ora sta pagando il conto. La scissione di Iv ha ridotto la presenza parlamentare del Pd poco sopra il 10 per cento, mentre oggi i sondaggi ci danno stabilmente al doppio. Significa che il nostro partito ha ritrovato la sua forza e che la tesi della scissione era errata”.

Dicono nei corridoi del Parlamento che Zanda, da presidente dei senatori del Pd nella passata legislatura, abbia più volte salvato la schiena a Renzi in varie votazioni anche cruciali, con le abili manovre che un capogruppo capace e intelligente può attuare. Dicono anche che l’ingrato Renzi abbia fatto di Zanda un bersaglio della sua crescente mania di persecuzione. Ha commesso errori su errori, ha dissipato un patrimonio di voti misurabile in cifra tonda in un bel 20%. Ma non si dà pace, senza rendersi conto che il primo nemico di Renzi è proprio lo stesso Renzi.

Così la solidarietà di partito ha ceduto il passo al cattivo sentimento.

Intervistato per Repubblica da Giovanna Vitale, Zanda conferma che 77 anni, i suoi, sono meglio dei 45 di Renzi. Quanto meno in termini di saggezza, che, la storia insegna, in politica vale metà della vittoria finale.

Lo stesso errore che sta compiendo ora, ricorda Zanda, Renzi lo aveva già commesso

“quando ha deciso la scissione, convinto di poter distruggere il Pd, mentre da allora noi continuiamo a crescere e Italia viva a restare inchiodata sotto il 5%. È ricapitato in questi giorni, allorché ha scatenato una tempesta sul Governo per poi fare una confusa marcia indietro”.

Chiede Giovanna Vitale: “Non è il premier, in combutta col Pd, a volerlo cacciare e sostituirlo in Parlamento con i fantomatici responsabili?”

Risponde Zanda: 

“A Renzi piace il gioco del cerino, ma rischia di scottarsi le dita. Io ai responsabili credo poco. Tuttavia se Renzi continua a provocare, sperando che qualcuno ceda e apra la crisi al posto suo, finisce che si fa male solo lui. All’Italia converrebbe che la legislatura si concludesse nel 2023 e questa è la linea del Pd. Ma se Renzi, sempre alla ricerca del suo nome sui giornali, insistesse con l’opera di sabotaggio nel quale è intento, oppure se i 5S continuassero a ostacolare la revisione di leggi pericolose come i decreti Salvini o, nel caso della prescrizione, a fare da sponda a Iv nell’irrigidire le posizioni, allora andare avanti potrebbe rivelarsi davvero complicato”.

Prosegue Zanda con una frase che suona giustamente critica di alcune decisioni del Governo:

“L’economia rallenta, l’occupazione scende, per cui o si cambia o si va tutti a casa. Faccio un esempio: io ho votato gli 80 euro e ne riconosco il valore sociale, ma mi sono convinto che se l’Italia avesse impiegato quelle risorse, insieme ai miliardi spesi per reddito di cittadinanza e quota 100, in investimenti sulla crescita, oggi staremmo molto meglio in termini di Pil, di occupazione, di servizi sociali e soprattutto di prospettive di sviluppo. È arrivato il momento di fare scelte coraggiose”.

Previsione:

“Tre anni di rissa continua o di inattività del governo produrrebbero un indebolimento ulteriore della nostra economia e della nostra democrazia parlamentare. Un lusso che il Paese non può permettersi”.

Vitale:

“Visto che la guerriglia non accenna a placarsi, come pensate di uscire dal cul de sac?”.

Zanda:

“Siamo dentro una fase di evoluzione del sistema politico. Il famoso centro non si vede, Iv non riesce ad agguantarlo. FI si sta affievolendo a favore di Salvini e Meloni. I 5S s i indeboliscono, perdendosi in vari rivoli. Le formazioni di Bonino e Calenda restano due importanti movimenti di opinione e anche l’elettorato che non va a votare continua per ora a rifiutare le urne. La conseguenza è che alle prossime Politiche lo scontro sarà tra due fronti: la demagogia sovranista di Lega e FdI contro la democrazia rappresentativa, europeista e liberaldemocratica del Pd. Questo renderà necessario a tutti schierarsi”.