Riforme, Grasso: “Su articolo 2 decido io in Aula”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Settembre 2015 18:17 | Ultimo aggiornamento: 11 Settembre 2015 18:18
Riforme, Grasso: "Su articolo 2 decido io in Aula"

Pietro Grasso, presidente del Senato (Foto LaPresse)

ROMA – “Sull’articolo 2 decido in Aula”. Pietro Grasso, presidente del Senato, lo ha dichiarato l’11 settembre a margine di un convegno all’università Statale di Milano. Grasso, parlando del nodo dell’articolo 2 del ddl riforme, che cancella l’eleggibilità diretta dei futuri senatori, ha spiegato che “quando sarà il momento sarò io a decidere”. Il presidente del Senato si è detto comunque fiducioso sulla possibilità di trovare un accordo: “Mi fa piacere che qualcuno convenga con me che la decisione la devo prendere io”.

La situazione dunque non si placa e il nodo dell’articolo 2 continua ad infiammare le polemiche tra le varie fazioni politiche, con Luca Lotti, fedele a Renzi, che si dice ottimista: ”

“Siamo convinti che questa del nuovo Senato sia una riforma che dobbiamo portare a termine. Se ci sarà bisogno di rivolgerci ad altre forze politiche, lo faremo. Ora è il momento di decidere perché questa è una riforma importante per il Paese e non vogliamo tornare indietro. Andremo in aula presto, approveremo la riforma e i numeri ci saranno – E a chi gli fa notare che tra le file di Ncd ci sono politici pronti a non votare la riforma, aggiunge – Non vedo problemi: la riforma l’hanno già votata. Non vedo quale dovrebbe essere il motivo per non votarla ora”.

Ma anche tra le file delle minoranze del Pd non si riesce a trovare una intesa, scrive Repubblica

“Non capisco se l’obiettivo è il merito della riforma o cambiare l’articolo 2. Se il punto resta quell’articolo, non ci incontreremo mai. Se invece stiamo al merito e interventi su altre parti del testo, è possibile trovare una soluzione”. A dirlo è il capogruppo Pd Ettore Rosato, interpellato sulla presa di posizione di Pier Luigi Bersani che ieri – invitato alla festa dell’Unità di Firenze – ha esplicitamente detto: “Senato elettivo o non voto”.

Il no alla modifica dell’articolo 2 della riforma costituzionale da parte della maggioranza Pd – continua Rosato –  “non è un puntiglio, ma è la volontà di lavorare per non interrompere il percorso delle riforme. Dobbiamo fare il conto con una opposizione che ha fatto ostruzionismo anche alla Camera per impedire al cammino riformatore di proseguire”. Anche oggi c’è stata una riunione dei parlamentari dem sul tema del Senato, ma lo stallo sembra al momento insuperabile. Dalla minoranza arriva la replica dura di Vannino Chiti: “Noi non siamo intransigenti. Io ho avanzato una proposta di compromesso coerente con la dignità della Carta costituzionale: i futuri senatori siano, come è già scritto nel testo in discussione, sindaci e consiglieri regionali. Qual è allora il punto centrale che ancora divide? Chi elegge i consiglieri-senatori. Io voglio che siano i cittadini. Governo e maggioranza Pd sostengono che devono essere i consigli regionali”. E chiude: “E’ evidente che per me, non so per gli altri 28, perché non siamo una corrente ma parlamentari che condividono una impostazione di merito, sarebbe impossibile votare a favore di un pasticcio ad ogni costo inserito nella Carta fondamentale”.