Ruby, le paure di Berlusconi: al processo ci saranno le tv di tutto il mondo e le papi girls

Ruby

ROMA – Al processo del 6 aprile che vede imputato Silvio Berlusconi per i reati di concussione e prostituzione minorile per il caso Ruby, ci saranno le telecamere di tutto il mondo. Decine le telecamere accese, da Al Jazeera alla Bbc, fino a tutti i grandi network americani. È questo l’incubo che agita il premier, convinto che “in altri paesi questa storia sarebbe stata chiusa alla prima udienza, invece a Milano andranno avanti per mesi per ottenere un processo e una condanna mediatica. Sarà lo sputtanamento dell’Italia”.

Un ministro del Pdl, mentre il Cavaliere è impegnato a Bruxelles al vertice Ue, spiega qual è la vera preoccupazione che tiene l’intero governo con il fiato sospeso: “Da una parte ci saranno tre donne magistrato, che appariranno come tre integerrime servitrici dello Stato, e dall’altra sfileranno trentatre Iris, Aris e Maristelle a raccontare cosa fanno nella vita. Un disastro”.

Poi c’è un secondo aspetto che potrebbe imbarazzare Belrusconi. Quando le “olgettine” inizieranno infatti ad andare alla sbarra, interrogate dai pm come testimoni, Berlusconi probabilmente si troverà a Deauville, in Francia, per il G8 di fine maggio. Il rischio di una figuraccia internazionale è elevatissimo.

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