Sicurezza, Regione Toscana annuncia ricorso alla Corte Costituzionale: “Sindaci fanno bene a ribellarsi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 gennaio 2019 13:33 | Ultimo aggiornamento: 5 gennaio 2019 15:15

Sicurezza, Regione Toscana annuncia ricorso alla Corte Costituzionale: “Sindaci fanno bene a ribellarsi” (Foto Ansa)

FIRENZE – Pronto il ricorso alla Corte Costituzionale sul decreto sicurezza che ha diviso sindaci e governo. Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, ha annunciato che farà ricorso sulla costituzionalità della legge approvata dal governo e fortemente voluta dal ministro dell’Interno Matteo Salvini. “I sindaci fanno bene a ribellarsi”, ha detto Rossi fornendo così il suo pieno sostegno alla protesta che imperversa da giorni.

Rossi ha annunciato che lunedì 7 gennaio la giunta si riunirà per approvare una delibera sul ricorso alla Corte Costituzionale: “Fanno bene a ribellarsi ad una legge disumana che mette sulla strada, allo sbando, decine di migliaia di persone che così diventano facile preda dello sfruttamento brutale e della criminalità organizzata, aumentando l’insicurezza”.

Il governatore della Region Toscana ha dichiarato: “Nel frattempo per aiutare e assistere i migranti e tutti coloro che hanno bisogno, come fanno i volontari, i sindaci e come già facciamo noi, almeno in Toscana si avranno tutele stabilite da una legge regionale. Lo scorso 22 dicembre, infatti, io e la mia Giunta abbiamo approvato una proposta di legge – che sarà votata dal prossimo Consiglio regionale e per la quale abbiamo già previsto in bilancio 2 milioni di finanziamento – che tutela i diritti della persona umana, a prescindere dalla cittadinanza: diritti per tutti, non solo per i cittadini italiani, ad essere curati, ad avere una dimora, un’alimentazione adeguata e ad avere un’istruzione”.

Rossi ha poi aggiunto: “La materia sanitaria, assistenziale e l’istruzione sono materie concorrenti su cui le Regioni, per il titolo V della Costituzione, hanno potere di legiferare. Già nel 2010 la Corte Costituzione si era pronunciata contro il governo Berlusconi e aveva dato ragione alla Toscana su una legge analoga che riconosceva il diritto di ogni persona alla cura. Forte di quella sentenza la Giunta propone ora al Consiglio regionale una legge più estesa e precisa, l’esatto contrario di quella del Governo, che invece viola i diritti fondamentali della persona umana. Confidiamo che possa essere approvata in via definitiva per la metà di gennaio”.

Il presidente è disponibile a valutare insieme ai sindaci l’esercizio previsto dalla legge La Loggia che indica la possibilità per i Comuni di richiedere attraverso il Consiglio delle Autonomie Locali che sia la Regione a farsi carico del ricorso alla Consulta in tempi più rapidi anche su materie dei Comuni e su competenze dei sindaci. Rossi ha infine ricordato che già prima della conversione del decreto la Regione aveva denunciato insieme ad Anci gli effetti che questo può produrre sul territorio con 5000 persone che solo in Toscana sarebbero costrette all’irregolarità, creando problemi ai sindaci e producendo insicurezza e criticità di gestione sociale.