Sinistra al bivio, l’esodo dei moderati verso il centro: il Pd crolla al 24%

Pubblicato il 5 Novembre 2010 10:30 | Ultimo aggiornamento: 5 Novembre 2010 10:32

Pier Luigi Bersani

Gli ultimi sondaggi riportati dal Corriere della Sera danno un Pd che non si smuove dal 23-24%: una perdita di 10 punti rispetto alle ultime politiche del 2008. Gli elettori continuano a non vedere il partito come un’alternativa a Berlusconi, tanto che in caso di elezioni il Pdl con la Lega andrebbe verso una vittoria quasi certa.

Cosa non convince gli elettori del Pd? Dalla risposta degli intervistati nel sondaggio di Contacta emerge un partito “strabico”: i moderati lo accusano di guardare troppo a sinistra e vicino a forze “radicali” come Vendola, Grillo o Di Pietro. Quelli di sinistra lo considerano un partito troppo moderato e vicino a Casini e Fini. Semplice quindi: Veltroni aveva tenuto nel Pd l’ala moderata, con Bersani quell’elettorato se ne è andato verso il centro.

Questi dati sono arrivati in mano a Pier Luigi Bersani: li ha portati Giacomo Portas che per Contacta si occupa della divisione ricerche e sondaggi d’opinione: “C’è un mercato di centro che il Pd non riesce più a cogliere: prima, quando Veltroni si è inventato il partito maggioritario, votavano per noi, ora non più e pensano piuttosto a una nuova formazione”. Insomma se nasce un terzo polo, magari con Casini e Fini, il Pd perderebbe un’altra fetta di elettori. E ora la preoccupazione è che i moderati, guidati da Beppe Fioroni, possano avviare una mini-scissione e dare vita a un altro partito.

Sull’affaire Pd pesa ancora il duro giudizio dato qualche giorno fa da Massimo Cacciari: “L’esperimento del Pd, per il quale mi sono battuto per interi decenni, è fallito e che bisogna dire no all’accanimento terapeutico. Vogliono dar vita a un partito socialdemocratico occidentale? Lo dicano, almeno questa è un’ipotesi politica seria e dignitosa! Ma le socialdemocrazie europee si pongono l’obiettivo del governo e certo non si può pensare di andare al governo alleati con Di Pietro e Vendola! Devono farci i conti”.