Spending review, sì della Camera alla fiducia con 403 sì

Pubblicato il 7 agosto 2012 12:25 | Ultimo aggiornamento: 7 agosto 2012 13:38

ROMA – Il governo ottiene la fiducia sulla spending review. La Camera ha votato la fiducia sul decreto con 403 sì, 86 no e 17 astenuti. Alle 15.45 circa il voto finale. Con il sì definitivo da parte della Camera il programma di tagli, già licenziato dal Senato, diventerà legge.

Il voto è stato accompagnato dalle proteste dei sindacati. Le categorie del pubblico impiego Cgil e Uil hanno organizzato un presidio con flash mob a Piazza Montecitorio, davanti alla Camera dei deputati dove si votava la fiducia. Fp-Cgil, Flc-Cgil, Uil-Fpl, Uil-Pa e Uil-Rua protestano, infatti, contro l’approvazione del decreto: per i sindacati si tratta di una ”mannaia del governo che taglia in modo insensato e iniquo le risorse destinate ai servizi pubblici, mina alla base le radici dello stato sociale, determinando le condizioni per una completa destrutturazione della pubblica amministrazione a vantaggio dei privati senza scrupoli”.

Qualche insofferenza nel Pdl sulla fiducia numero 34 al governo Monti. Al momento del voto, tra assenti, astenuti e voti esplicitamente contrari, i deputati pidiellini che non hanno dato il loro assenso al governo Monti sono stati 84 su 209, circa il 40 per cento del totale. Nel dettaglio, i rappresentanti del pdl che hanno disertato la votazione sono stati 54 (dei quali otto assenti giustificati in quanto erano in missione); i contrari sono stati 14 e gli astenuti 16. Tra gli assenti, nomi ”pesanti” come quelli di Silvio Berlusconi, Angelino Alfano, Ignazio La Russa, Giulio Tremonti e Denis Verdini. Nella pattuglia dei contrari sono confluiti Guido Crosetto, Alessandra Mussolini, Maria Teresa Armosino e Viviana Beccalossi, mentre Renato Brunetta, Antonio Martino e Maurizio Paniz hanno manifestato il loro dissenso unendosi agli astenuti.