Proroga tasse terremoto Emilia al 30/6, Imu no profit e penali

Pubblicato il 7 Novembre 2012 - 11:07 OLTRE 6 MESI FA
Terremoto Emilia, proroga tasse al 30/6: governo battuto alla Camera (Foto LaPresse)

ROMA – Prima è andato sotto in commissione e poi alla fine è arrivato un accordo. Il governo di Mario Monti ha trovato un’intesa con la commissione alla Camera sulla proroga di tasse e contributi per i territori colpiti dal terremoto in Emilia Romagna.

Il decreto legge sui costi della politica prevede la proroga della sospensione dei pagamenti dei tributi, Irpef e addizionali incluse, per i lavoratori e le imprese colpiti dal sisma dell’Emilia. Restano esclusi invece i contributi e la copertura arriva dall’8 per mille.

Salta anche l’ampliamento dell’esenzione Imu per il mondo del no profit, oltre a quella già prevista dal decreto legge sui costi della politica varato dal governo.

TASSE TERREMOTATI – Con l’approvazione dell’emendamento dei relatori si modifica in parte la norma approvata venerdì 2 novembre dalle commissioni contro il parere del governo. Sostanzialmente si è alla fine giunti a una mediazione tra posizioni rimaste distanti in questi giorni. La cosiddetta ‘busta pesante‘ dunque sarà tale a metà: vale a dire che la proroga a giugno 2013 vale ‘solo’ per le tasse quali Irpef e addizionali incluse, ma non per i contributi come invece inizialmente previsto dai deputati.

L’emendamento inoltre prevede che la misura sia copertura grazie all‘8 per mille per un valore pari a 200mila euro nel 2012 e 6 milioni di euro nel 2013. Previsto infine anche una integrazione della convenzione con l’Abi e la Cassa depositi e prestiti già in vigore.

IMU E NO PROFIT – Le commissioni della Camera hanno approvato un emendamento dell’esecutivo che cancella la modifica votata dai deputati e che prevedeva che l’imposta non fosse pagata in tutti i casi di ”attività non lucrative”.

La disciplina dell’esenzione da Imu per gli immobili di enti non commerciali è stata oggetto di un decreto legge varato dal governo quest’anno e già approvato dal Parlamento. Le modifiche previste dal provvedimento sui costi della politica tocca di nuovo questo capitolo e in particolare riguarda gli immobili a utilizzazione ‘mista’, quelli per i quali non è possibile individuare la frazione su cui si svolge l’attività non commerciale.

L’emendamento inizialmente approvato dalle commissioni della Camera ampliava il raggio di esenzione parlando di attività non lucrative, ma la modifica secondo il governo rischiava di incappare in una procedura di infrazione comunitaria ed avere effetti finanziari negativi. Ragion per cui l’esecutivo ha chiesto al Parlamento di tornare sui propri passi.

PENALI AI COMUNI – Marcia indietro delle commissioni Affari Costituzionali e Bilancio della Camera sul nodo delle penali che i Comuni attualmente devono pagare se estinguono in anticipo i mutui con la Cassa depositi e prestiti. Questa mattina infatti è stato approvato un emendamento del governo che cancella alcune modifiche votate dai deputati. La spesa dei Comuni, secondo l’emendamento dell’Esecutivo, è però esclusa dal Patto di stabilità interno.