Torino: via libera del Consiglio comunale al registro del testamento biologico

di Chiara Aranci*
Pubblicato il 16 Novembre 2010 16:01 | Ultimo aggiornamento: 16 Novembre 2010 16:02

Manifestanti a favore del testamento biologico

Dopo Genova, Bologna, Pisa, Arezzo, Vicenza, anche Torino tra le città italiane che hanno istituito il registro del testamento biologico. E’ stata approvata una delibera di iniziativa popolare (2.000 le firme raccolte) con cui si chiedeva l’apertura di un registro  per raccogliere le volontà dei cittadini sul trattamento sanitario di fine vita. L’iniziativa, promossa dall’associazione radicale Adelaide Aglietta, attende ora l’esecuzione della Giunta comunale, che appare però divisa sull’argomento. Una sezione del sito del Comune di Torino accoglierà i nominativi degli interessati al trattamento sanitario di fine vita  e le loro indicazioni (notaio o anche familiare) su chi conserverà il loro testamento biologico.

Restano i dubbi dell’assessore all’anagrafe Giovanni Ferraris , poco convinto  dell’iniziativa che ha affermato: “È un segnale utile per il dibattito nazionale, ma non si illudano i cittadini: le aspettative riposte a questa delibera di fatto non potranno venire attuate”. Lo stesso ha poi continuato: “In poche parole una provocazione politica, senza un risvolto pratico. Sono per la vita in tutte le sue forme e credo che oggi i cittadini torinesi considerino altre le vere priorità. All’atto pratico la delibera sarà inapplicabile e produrrà comunque solo una pia illusione alle aspettative dei malati che si attendono l’attuazione dei trattamenti di fine vita, vietati per legge, e quindi la delibera sarà priva di alcun risultato concreto”.

Di tutt’altro parere è il sindaco Sergio Chiamparino che ha affermato: “E’ un segnale importante lanciato al parlamento e al governo”. Il sindaco ha poi aggiunto: “Non è un problema di democrazia o di procedure formali. Nella contrapposizione tra laicismo e confessionalismo è stata mutilata la possibilità di accrescere il patrimonio dei diritti civili. La delibera è un invito a meditare. Ci impegneremo a farci carico del registro, anche se c’è un problema di risorse”. La Sala Rossa ha approvato la delibera con 21 sì, 4 no e 11 astenuti. Non è la prima volta che si discute di trattamenti di fine vita: un anno fa fu approvata una mozione, prima firmataria Monica Cerutti di Sel, sullo stesso argomento. 
In attesa di una norma nazionale sull’argomento, il Comune si impegna quindi a tenere un registro con le dichiarazioni di volontà dei torinesi sui trattamenti sanitari di vita.

*Scuola Giornalismo Luiss