Tremonti uomo-chiave per il dopo Berlusconi? La Stampa: “Piace a Bossi e al Vaticano”

Pubblicato il 24 Gennaio 2011 11:36 | Ultimo aggiornamento: 24 Gennaio 2011 12:09
Giulio Tremonti

Giulio Tremonti

Se Silvio Berlusconi non ha intenzione di uscire di scena, nei palazzi del potere si avvicinano Giulio Tremonti e il senatur Umberto Bossi secondo quanto scrive Fabio Martini su La Stampa. Inoltre il ministro dell’economia come personaggio chiave non dispiacerebbe neanche al Vaticano.

In caso di cambio della guardia alla maggioranza, sarebbe proprio Tremonti il preferito anche dai vertici della Chiesa. La logica sarebbe pressoché questa: “In Vaticano si continua a «simpatizzare» decisamente per il centrodestra, ma proprio per questo un cambio di cavallo – il preferito d’Oltretevere sarebbe Giulio Tremonti – viene visto come un avvicendamento perché tutto cambi (al vertice), senza che nulla cambi (nella politica quotidiana)”, scrive Martini.

Cosa succederà allora? Se Berlusconi continua a reggere cosa fanno le sue “colonne” Bossi e Tremonti, si chiede la Stampa. Intanto il Partito democratico “è impegnato in una esplorazione finalizzata ad uno scambio hard: federalismo in cambio della «testa» di Berlusconi. Obiettivo sbandierato senza reticenze, in una intervista a «La Stampa», dal sindaco di Torino Sergio Chiamparino, nella sua veste di esponente di punta del Pd più che di presidente dell’Anci”.

In tutte queste manovre una sorpresa ci sarebbe, perché proprio il ministro Tremonti non sarebbe estraneo a una trattativa con il Pd sulla riforma. Walter Vitali, già sindaco di Bologna ed esponente del Pd nella «Bicameralina» per il federalismo, ha detto: «Se la Lega sta cercando ogni occasione per andare ad elezioni anticipate, quale pretesto migliore sarebbe stato il rinvio proposto da Anci e da opposizione. Il fatto che Calderoli e Tremonti abbiano accettato il rinvio dimostra che si è aperto un canale di trattativa che, se ben condotto, può portare a sviluppi importanti». Anche Francesco Boccia, pure lui nella «Bicameralina», annuisce: «I segnali che negli ultimi giorni ci lanciano i leghisti sono eloquenti: chiedono una mano. Il futuro della legislatura potrebbe giocarsi proprio sul federalismo municipale».

Primo appuntamento in agenda è l’incontro tra il leghista Roberto Calderoli  e l’Anci. In ogni caso per il Carroccio oltre il 2 febbraio non si può andare. “Una data però che arriva troppo presto, prima dell’unica occasione «utile» per far saltare Berlusconi: il voto alla Camera sulla domanda di autorizzazione ad eseguire perquisizioni negli uffici del contabile del Cavaliere”, spiega Martini.