Vaticano: ddl Zan limita la libertà dei cattolici e viola Concordato Stato-Chiesa

di Lucio Fero
Pubblicato il 22 Giugno 2021 11:59 | Ultimo aggiornamento: 22 Giugno 2021 12:49
Vaticano: legge Zan limita la libertà dei cattolici e viola Concordato Stato-Chiesa

Vaticano: legge Zan limita la libertà dei cattolici e viola Concordato Stato-Chiesa (Foto d’archivio Ansa)

Vaticano con una presa di posizione ufficiale del sul “ministro degli Esteri” fa qualcosa di mai fatto finora dallo Stato della Chiesa. Denuncia una possibile violazione del Concordato che esiste e sussiste tra Stato italiano e Chiesa cattolica.

La violazione ha un nome: ddl Zan. E una sostanza: con le norme di quella legge, qualora fosse approvata dalle Camere, sarebbe di conseguenza limitata la libertà di culto, azione ed evangelizzazione da parte dei cattolici, sarebbe insomma limitata la libertà di predicare la fede cattolica e i suoi valori.

Ddl Zan punisce azioni o anche opinioni?

Il disegno di legge (ddl) Zan punisce nei suoi articoli ogni azione ostile oltre che violenta nei confronti del mondo Lgtb e nei confronti dei gay, lesbo, trans e bisessuali. Punisce istituendo aggravanti di pena proprio perché le azioni ostile o violente sono nei confronti di gay, lesbo, trans e bisessuali.

Inoltre la legge Zan garantisce la cosiddetta “identità di genere” come patrimonio esclusivo e soggettivo del singolo, si può insomma definirsi del genere percepito dal singolo e la società si adegui, dai documenti ai bagni.

Ancora: la legge Zan istituisce e promuove una sorta di campagna, anche nelle scuole, per una educazione sessuale in nome dei principi della tolleranza e rispetto, ma anche all’insegna della “identità di genere” così definita. Si arriverebbe così al paradosso di una scuola italiana mai stata in grado di fornire reale educazione sessuale per così dire etero tradizionale che invece fornisce le basi valoriali e culturali per una educazione civico-sessuale non impostata sulla primazia delle distinzione di genere (ma questo è altro discorso).

La questione è: azioni ostili o anche opinioni ostili? Quando la legge vieta organizzazioni e associazioni e movimenti che facciano dell’odio e dell’ostilità e della discriminazione vero Lgtb il loro programma dove ci si ferma? Una Chiesa, un culto, una fede che predichino l’unico vero matrimonio quello tra uomo e donna sono dal punto di vista dell’opinione ostili e contrari al sistema valoriale Lgtb, allora vanno in qualche modo limitati, repressi, contenuti?

Vaticano ne fa una questione di libertà

Il Vaticano dice di sì, dice che la legge Zan promuovendo di fatto i valori Lgtb a valori primari (al punto di una legislazione a loro protezione speciale) limita la libertà di culto dei cattolici. Il Vaticano qui tocca un punto nodale e quasi sempre eluso: la protezione dei diritti e della dignità di qualunque scelta sessuale dove diventa, se lo diventa, primazia dei valori e dei diritti di quelle scelte sessuali fa su valori e culture degli altri?

Se e quando una battaglia perché gay, lesbo, trans e bisessuali non vengano più offesi e discriminati diventa il prevalere di una lobby di interessi, anche quella Lgtb lo è, sugli interessi altrui? Non è una domanda di retroguardia.