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Virginia Raggi rischia avviso di garanzia per… firma su fratello di Marra

Virginia Raggi rischia avviso di garanzia per... firma su fratello di Marra

Virginia Raggi rischia avviso di garanzia per… firma su fratello di Marra

ROMA –  Per ora è ancora in sella nonostante il terremoto politico seguito all’arresto di Raffaele Marra. Ma se c’è un qualcosa che segnerebbe definitivamente la fine dell’esperienza da sindaco di Virginia Raggi quel qualcosa è un avviso di garanzia. Che, racconta il Messaggero, potrebbe arrivare per un altro Marra, Renato (fratello di Raffaele) capo della direzione del Turismo del Comune di Roma.

La vicenda la raccontano nei minimi particolari Michaela Allegri e Cristiana Mangan ed è una vicenda che parte da una firma. Trattandosi di firme e di M5s il pensiero corre a Palermo, ma qui è tutt’altra storia.  Storia che inizia con la nomina di Renato Marra a capo della nuovissima direzione del turismo.

Quella nomina porta la firma di Raffaele Marra. E all’autorità anticorruzione di Raffaele Cantone non piace granché visto che si tratta di un uomo che nomina il fratello a capo di un ente. Racconta il Messaggero che Raggi, per difendere Marra,  si è intestata la paternità della nomina in questione , con tanto di memoria indirizzata a Raffaele Cantone. Scrivono Allegri e Magnani:

Il conflitto d’interessi è ora al vaglio dei magistrati: secondo un esposto del sindacato dei dirigenti regionali, il 9 novembre Marra junior avrebbe dovuto astenersi dal controfirmare la delibera che ricolloca il congiunto, già vicecomandante dei vigili, alla direzione Turismo del Comune, con tanto di aumento di stipendio: circa 20mila euro in più in busta paga. La questione potrebbe travolgere direttamente la prima cittadina, che si è intestata la paternità dell’atto, sostenendo che il fedelissimo Marra si fosse solo limitato a una controfirma. L’ha dichiarato addirittura in una memoria difensiva siglata dal responsabile anticorruzione del Campidoglio, Maria Rosa Turchi, e inviata all’Anac nei giorni scorsi. Quel documento, ora, potrebbe trasformarsi in un boomerang per la prima cittadina. Soprattutto se emergesse una falsa dichiarazione. Nell’atto c’è infatti scritto che la Raggi, da sola, si sarebbe occupata dell’analisi dei curricula dei dirigenti: 1500 pagine di schede e documenti. Un lavoro certosino, compiuto tra il 28 ottobre e il 9 novembre. Nello stesso periodo – di soli 12 giorni – la sindaca è anche volata in Polonia per il viaggio della Memoria.

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