Wikileaks pubblicherà 2,7 milioni di e-mail riservate. Frattini: “Alcune riguardano l’Italia”

Pubblicato il 26 Novembre 2010 16:17 | Ultimo aggiornamento: 26 Novembre 2010 17:09

Franco Frattini

Wikileaks, il sito che ha pubblicato di recente documenti sulla guerra in Iraq, starebbe per rendere pubblici alcuni documenti che riguardano il nostro Paese. ”Ho parlato oggi con il Dipartimento di Stato e mi è stato anticipato che ci saranno documenti di scenario che riguardano anche l’Italia”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, alla Camera.

”I contenuti – ha aggiunto Frattini – non erano anticipabili perché si tratta purtroppo di migliaia e migliaia di documenti, che gli Stati Uniti non commenteranno, come è loro abitudine, trattandosi di documenti classificati. E’ stato detto che il responsabile di questa fuga di notizie è stato arrestato”.

Il sito Wikileaks ha annunciato la pubblicazione di 2,7 milioni di e mail del Dipartimento di Stato americano. Secondo quanto si è appreso, tra i contenuti delle mail ci sarebbero anche commenti imbarazzanti su diplomatici e leader mondiali tra cui il premier russo Vladimir Putin, il presidente afgano Hamid Karzai e il capo di Stato pachistano Asif Ali Zardari. Da queste e mail risulterebbe tra l’altro il sostegno fornito dagli Stati Uniti ai ribelli turchi del Pkk, nonostante il Partito dei lavoratori del Kurdistan fosse nella lista americana delle organizzazioni terroristiche.

Gli Stati Uniti si sono affrettati oggi ad avvisare gli alleati delle intenzioni di Wikileaks.

Oggi il Ministro degli affari esteri Franco Frattini ha parlato della diffusione di notizie che avrebbero una ripercussione negativa sul nostro Paese: “L’attacco a Finmeccanica, la diffusione ripetuta di immagini sui rifiuti di Napoli o sui crolli di Pompei, l’annunciata pubblicazione di rapporti riservati concernenti la politica degli Stati Uniti, con possibili ripercussioni negative anche per l’Italia, impongono fermezza e determinazione per difendere l’immagine nazionale e la tutela degli interessi economici e politici del Paese. Tale intento è stato unanimemente condiviso dal Consiglio”.