Wikileaks, ambasciata Usa: “Berlusconi sospettava che il caso Noemi fosse una trappola degli 007”

Pubblicato il 2 Dicembre 2010 - 17:12 OLTRE 6 MESI FA

Silvio Berlusconi

Un esponente dello stesso schieramento del premier ha confidato all’ambasciata americana a Roma che Silvio Berlusconi ”crede che i servizi segreti italiani potrebbero avergli deliberatamente teso una trappola nel suo presunto ‘affaire’ riguardante una minorenne”.

Lo si legge in un cablogramma partito dall’ambasciata americana in Italia dell’ottobre 2009 diffuso dal quotidiano britannico ‘Guardian’. Dato il periodo il riferimento non poteva che essere a lo scandalo Noemi Letizia. Nel file si legge che Berlusconi sarebbe stato convinto di non potersi fidare della sua stessa intelligence dopo il caso Marrazzo. Del caso Marrazzo parla anche il quotidiano spagnolo el Pais online che cita come autore della conversazione il presidente della Commissione Difesa del Senato Giampiero Cantoni.

Durante il colloquio di Cantoni all’ambasciata americana, si legge nel file di WikiLeaks diffuso dal Guardian, ”Berlusconi chiamò il senatore per riferirgli che era imminente l’arresto di quattro Carabinieri sospettati di ricattare il governatore del Lazio Marrazzo con un sex-tape”. Nel file, l’ambasciata appunta che la storia di Marrazzo con un transessuale sarebbe ”esplosa” sulla stampa pochi giorni dopo.

Cantoni riferì al funzionario d’ambasciata che il caso Marrazzo ”ha convinto Berlusconi che non si poteva fidare dei suoi servizi d’intelligence”. In un’altra occasione, il 21 ottobre 2009, in una conversazione con l’ambasciatore Usa Thorne, il leader della Lega Umberto Bossi attribuì alla ”criminalità organizzata” la probabile trappola tesa al presidente del Consiglio sugli scandali sessuali. ”Ma nessuno – scrive l’ambasciata americana dopo i colloqui – nega che Berlusconi se l’è andata a cercare”.