Iran, Stati Uniti e Gran Bretagna preparano l’attacco?

Pubblicato il 3 Novembre 2011 13:45 | Ultimo aggiornamento: 3 Novembre 2011 13:45

LONDRA – Le forze armate britanniche stanno accelerando i piani per una potenziale azione militare mirata in Iran, mentre crescono le preoccupazioni a livello transatlantico per il programma di arricchimento dell’uranio di Teheran. Lo scrive il Guardian sul suo sito online. Il ruolo britannico sarebbe in appoggio a un attacco missilistico americano che il ministero della Difesa di Londra ritiene in via di allestimento contro installazioni chiave del programma atomico iraniano.

”Se andrà avanti con questi piani, Washington cercherà e riceverà l’appoggio del Regno Unito nonostante alcune riserve all’interno della coalizione”, riporta il Guardian. Gli strateghi di Londra stanno esaminando dove meglio posizionare nei prossimi mesi unità navali e sottomarini equipaggiati con missili Tomahawk della Royal Navy come parte di quella che potrebbe diventare una campagna coordinata di attacchi lanciati dal cielo e dall’aria. Non si parla dell’uso di truppe di terra ma ”alcuni elementi delle forze speciali potrebbero essere necessari sul terreno”, ha appreso il Guardian. Dopo la rivoluzione in Libia, l’Iran è tornato al primo posto tra le preoccupazioni delle diplomazie occidentali, scrive il giornale citando fonti del governo britannico.

Le fonti hanno precisato che il presidente degli Stati Uniti Barack Obama non ha intenzione di premere il grilletto contro le ambizioni atomiche degli ayatollah prima delle elezioni per la Casa Bianca novembre 2012 ma hanno messo in guardia che il quadro potrebbe cambiare a causa di informazioni di intelligence raccolte dalle agenzie occidentali che hanno fatto alzare il livello dell’ansia nelle capitali e delle prese di posizione sempre più belligeranti adottate dall’Iran negli ultimi tempi.

Secondo le fonti, il regime delle sanzioni contro Teheran non ha funzionato mentre i sofisticati tentativi messi in piedi dall’Occidente per sabotare il programma di arricchimento dell’uranio – ad esempio l’anno scorso il virus informatico Stuxnet – hanno avuto effetti meno decisivi di quanto era sembrato inzialmente. L’Iran ”sembra essere tornato di nuovo aggressivo e non siamo sicuri perchè”, ha detto una fonte del ministero della Difesa citando tre recenti tentativi di assassinio su suolo straniero che secondo le agenzie di intelligence sono stati coordinati da elementi a Teheran. Di un attacco alle installazioni atomiche iraniane parla con insistenza da giorni la stampa israeliana. Sull’ argomento è tornato Haaretz, secondo cui fra i principali ministri dello Stato ebraico tre sono favorevoli (il premier Benyamin Netanyhau, il ministro della difesa Ehud Barack e il ministro degli esteri Avigdor Lieberman) mentre quattro sono contrari.