Berlusconi: aiutare la pace tra Israele e palestinesi con viaggio e hotel “tutto pagato”

di Sergio Carli
Pubblicato il 3 Giugno 2011 - 15:30 OLTRE 6 MESI FA

ROMA-Tutti a guardare e a questionare sulla mano di Silvio Berlusconi che tocca il re di Spagna. Il che secondo protocollo diplomatico non si fa ma pare davvero eccessiva l’indignazione bacchettona di chi dice che questa è niente meno che la prova della “maleducazione” del premier. Tutti a guardar lì, dove non c’è nulla o quasi da scrutare accigliati e quasi nessuno ad accorgersi della vera e sconcertante natura della politica estera, anzi della politica “degli uomini” come Berlusconi la concepisce. Si legge sul quotidiano isrealiano Maariv: “Berlusconi sogna da anni di fare una conferenza internazionale di pace nella cittadine di Erice in Sicilia”. E fin qui proprio nulla di strano, al massimo un’altra iniziativa di buona volontà per aiutare alla pace israeliani e palestinesi, al massimo non andrebbe a buon fine, come tante purtroppo. Ma il bello viene dopo: “Di recente ha detto a Maariv di essere disposto a pagare tutte le spese per i laeder nel caso decidessero trattative in Italia”.

In assoluta buona fede, per quanto lui conosce gli uomini, Berlusconi deve aver pensato che un “tutto pagato”, viaggio, suite, cena e magari festa con fuochi di artificio può ben disporre palestinesi e israeliani alla pace e ammorbirli in una atmosfera simpatica, resa ancor più simpatica dal tutto gratis, buffet e omaggi alle signore compresi. E’ il mondo che conosce Berlusconi, un mondo non inventato ma fittamente abitato. Il mondo che popola le televisioni, dai conduttori agli ospiti, al pubblico. Il mondo della Costa Smeralda e del Billionaire, il mondo dei calciatori, dei procuratori, il mondo dei consulenti e delle relazioni sociali, il mondo che in Italia si è fatto costume, partito, governo, Parlamento, Stato. Il mondo che non resiste al fascino del “tutto pagato”. Perchè non dovrebbero farlo anche israeliani e palestinesi ha pensato Berlusconi? Quel Berlusconi che è sinceramente convinto di aver spiegato a Bush figlio cosa fare dopo la crisi dei subprime e di aver indotto Obama e Putin a non farsi la guerra in Georgia e di aver aiutato, se non salvato, la pace e la fortuna del pianeta con i magnifici fiori di addobbo a Pratica di Mare e con i regali e il menù del G8 a L’Aquila.