Il blog del G20, l’obiettivo è dimezzare i deficit entro il 2013. Obama: “Gli Usa saranno la guida per la ripresa”. Manifestazioni e arresti a Toronto

Pubblicato il 28 Giugno 2010 8:42 | Ultimo aggiornamento: 28 Giugno 2010 8:59

g20G20: CAMERON E MERKEL INSIEME DAVANTI A TV PER LA PARTITA

27/06/2010 – 18:05 – Il premier britannico David Cameron e la cancelliera tedesca Angela Merkel si sono assentati dalla sessione mattutina del G20 per guardare assieme il secondo tempo della sfida ai mondiali tra Inghilterra e Germania. ”Vincera’ l’Inghilterra”, aveva pronosticato Cameron. E’ stato cattivo profeta. I tedeschi hanno trionfato per 4 a 1. Le immagini dei due leader davanti alla Tv hanno mostrato una Merkel sorridente e un Cameron che, toltasi la giacca, cercava di fare il possibile per mascherare il disappunto.

G20: VATICANO BOCCIA G8, NUOVO SUMMIT FACCIA MEGLIO

27/06/2010 – 18:20 – Il vertice del G8 che si e’ chiuso a Toronto e’ giudicato in modo negativo dal Vaticano, che sperava in un segnale concreto contro la crisi economica internazionale e ora ripone l’ultima fiducia sul G20 per ”fare qualche cosa di piu”’. A dare voce alla delusione della Chiesa per il lavoro degli otto Grandi e’ stato stamani il Segretario di Stato, cardinale Tarcisio Bertone, durante la messa alla cattedrale di Chiavari (Genova) in onore di Nostra Signora dell’ Orto, patrona della cittadina. La bocciatura del vertice e’ arrivata dal pulpito quando il tema dell’omelia e’ virato verso le difficolta’ economiche in cui versa l’Occidente. Bertone ha lasciato la traccia scritta e ha detto che ”il G8 non ha dato i frutti sperati”. ”Ora confidiamo che il G20 possa fare qualcosa di piu”’ ha auspicato il numero due del Vaticano. Gli accordi non trovati dai potenti su alcuni dei temi piu’ importanti dell’agenda internazionale preoccupano la Chiesa perche’ ”la situazione economica di crisi ha dimensioni assai vaste” ha detto Bertone, e, in particolare, sta avendo gravi conseguenza sul mondo del lavoro e di riflesso sulla vita delle famiglie italiane. I pochi risultati spingono il Vaticano a spronare i 20 Grandi a dare di piu’. Bertone non e’ sceso nel merito delle questioni affrontate in Canada, ma evidentemente non sono sufficienti agli occhi della Santa Sede le poche intese siglate, come quella sul fondo da 7,3 miliardi per la maternita’. Anche la dichiarazione dei Grandi sulla ”crisi che compromette la lotta alla poverta”’ non deve essere piaciuta molto Oltretevere. La bilancia, alla fine, pende negativamente verso le mancate intese sulle tasse per le banche e quelle sulle transazioni finanziarie. I riflessi della crisi si vedono anche nelle realta’ locali che sono lo specchio di quanto accade nel mondo occidentale, ha detto Bertone. Il Segretario di Stato riflette sulle difficolta’ dei giovani ”che non percepiscono una remunerazione equa e si trovano a vivere nell’ inquietudine, non potendo disporre di risorse sufficienti”. Per questo motivo la Chiesa esorta i grandi ad affrontare le difficolta’ legate al lavoro. Tra i ”seri motivi di preoccupazione” ha detto Bertone, ci sono infatti ”le difficolta’ a procurare a tutti, soprattutto ai giovani, benche’ qualificati, un lavoro adeguato” e ”quanti perdono il lavoro e non riescono a garantire una esistenza dignitosa alle loro famiglie”. Nella difficile situazione, il Vaticano esorta tutti a impegnarsi per aiutare soprattutto i piu’ deboli e i piu’ esposti. Compito dei cristiani e’ di essere solidali con tutti ha ricordato Bertone. La Chiesa fa la sua parte, anzi, ”non c’e’ nessuno che fa tanto come la Chiesa” nella risposta alla crisi per aiutare i piu’ deboli ha detto Bertone alla Societa’ Economica di Chiavari, seconda tappa del viaggio. ”Bisognerebbe fare un bilancio non solo italiano ma mondiale – ha spiegato il Segretario di Stato rispondendo ai cronisti – per tutta l’attivita’ della Chiesa a favore dei piu’ poveri, dei piu’ bisognosi. Non c’e’ nessuno che fa tanto come la Chiesa”.

G20: RIPRESA E RIGORE CONTI, MA GRANDI IN ORDINE SPARSO

27/06/2010 – 19:23 – La ripresa e’ ”fragile” e l’ordine di scuderia e’ ridarle ”vigore”. Anche perche’ resta l’allarme lavoro con livelli di ”occupazione inaccettabili in molti paesi”. Ma sulle strategia per una crescita sostenibile e sostenuta il G20 di Toronto non da’ grandi risposte. E, confermando le previsioni della vigilia, appare in ordine sparso. Con una dichiarazione finale ‘cerchiobbottista’, che mette d’accordo tutti sulla carta, ma che di fatto non segna la strada per quella strategia concordata senza la quale si rischia – aveva paventato l’Fmi solo l’altro ieri – di perdere 30 milioni di lavoro e 4 mila miliardi di dollari di produzione. Niente riferimento all’atteso dossier sulle tasse su banche e transazioni finanziarie. E passa il ‘liberi tutti’ sulle misure da mettere in campo: ”differenziate e concepite sulla base delle discrezionalita’ nazionali”, cita la bozza di documento finale. Se l’accordo – forse l’unico sostanziale – si raggiunge sul dimezzamento dei deficit entro il 2013 delle economie mature (che consente alla cancelliera tedesca Angela Merkel di tornare a casa soddisfatta), sulle politiche da mettere in campo ”per favorire la crescita” il G20 non detta la linea. ”Sono necessarie finanze sane” avverte. Ma il precorso di aggiustamento dei conti dovra’ essere ”attentamente calibrato”. Ci sono infatti ”rischi che adeguamenti fiscali sincronizzati in alcune delle principali economie possano ripercuotersi negativamente sulla ripresa”. Cosi’ come esiste il pericolo che ”il mancato consolidamento, ove questo risulti necessario, possa minare la fiducia e ostacolare la crescita”. Un colpo al cerchio ed uno alla botte, insomma. Dopo il summit – quello di Pittsburg e prima ancora di Londra e Washington – dove i numeri della debacle dell’economia mondiale ‘mordevano’, i Grandi sembrano cosi’ accontentarsi, per ora, di quei modesti segnali di crescita, seppur a macchia di leopardo (con gli emergenti che corrono di piu’ e piu’ velocemente). E quei ”passi per garantire un pieno ritorno alla crescita”, a Toronto latitano. Anche se tutti sono d’accordo sul fatto che ”si puo’ fare di piu”’, scongiurando con ”un cammino di riforme piu’ ambizioso nel medio termine”, gli allarmi del Fmi e della Banca Mondiale. E ”bisogna fare di piu”’ anche sul fronte della riforma finanziaria, sottolineano i Grandi che, anche a Toronto, si ”impegnano ad agire di concerto per una riforma del sistema finanziario”, sulla strada di quanto gia’ messo nero su bianco nei precedenti vertici. Alla ricerca di ”nuovi standars” che dovranno tener conto dell’impatto macroeconomico. Ma anche in quella del rafforzamento delle Ifi (le istituzioni finanziarie internazionali). Ancora una volta, poi, da Toronto si alza una sola voce contro il protezionismo. ”In un momento in cui la crisi economica mondiale rpovocava il piu’ brusco calo degli scambi commerciali in piu’ di 870 anni, il G20 ha scelto di lasciare i mercati aperti”. E questa – si ribadisce – ”e’ la scelta giusta”. La ‘palla’ quindi passa a Seul, dove tra meno di cinque mesi – l’11 ed il 12 novembre – il G20 tornera’ a riunirsi.

G20: COALIZIONE CONTRO POVERTA’, VERTICE INUTILE

27/06/2010 – 19:44 – La Coalizione italiana contro la poverta’ (Gcap Italia) a conclusione dei Vertici dei G8 e dei G20 di Toronto manifesta la propria ”grande disillusione per quello che poteva e doveva essere un appuntamento decisivo” in vista del prossimo Summit delle Nazioni Unite che a settembre di quest’anno dovra’ valutare i progressi compiuti rispetto agli Obiettivi di Sviluppo del Millennio”. ”I primi dati anticipati dal Rapporto del Segretario Generale Onu Ban Ki Moon evidenziano – rileva una nota della Coalizione – un preoccupante ritardo nell’attuazione degli impegni assunti e la necessita’ di cambiare marcia se si vorra’ completare il loro raggiungimento entro la scadenza prefissata del 2015. La situazione economica e finanziaria di questi mesi non fa che aggravare il rischio che gli otto Obiettivi non siano raggiunti con conseguenti drammatiche ricadute sul destino di miliardi di persone che nei Paesi del Sud del mondo subiscono gli effetti e pagano il conto delle responsabilita’ altrui”. Secondo la Coalizione le due dichiarazioni finali ”brillano per inconsistenza”: ”Nessun accenno all’impegno assunto di aumentare l’Aiuto Pubblico allo Sviluppo; laconiche riaffermazioni degli obiettivi per la lotta ai cambiamenti climatici rimandando ogni decisione alla Conferenza di Cancun; veti incrociati per l’introduzione di una Tassa sulle speculazioni finanziarie; nessun vincolo per attivare una tassa sulle banche responsabili della crisi pagata dai cittadini; dimenticata la lotta ai paradisi fiscali; interpretazioni contraddittorie per quanto attiene la chiusura del Doha Round; rinvio a Seoul dell’approvazione di una riforma delle Istituzioni Finanziarie internazionali e di ogni piano di azione concreto per garantire la ripresa economica globale”.