Cina. Due monaci tibetani si danno fuoco per protesta contro Pechino

Pubblicato il 27 Settembre 2011 15:39 | Ultimo aggiornamento: 27 Settembre 2011 15:39

Monaci tibetani in preghiera

PECHINO, CINA – Due giovani monaci tibetani si sono immolati col fuoco nel tormentato monastero di Kirti nella Cina occdentale in segno di protesta contro la politica di Pechino nella zona, secondo quanto ha reso noto Free Tibet, un gruppo di pressione tibetano. I due monaci sono stati portati in ospedale ma non è dato di sapere se sono sopravvissuti.

Nel monastero di Kirti, situato in una zona remota della provincia di Sichuan, si sono già immolati quattro monaci, inclusi gli ultimi due. Questi sono Lobsang Kalsang e Lobsang Konchok, di età compresa tra i 18 e i 19 anni, a quanto ha reso noto Free Tibet, che si trova al di fuori dela Cina e cerca di ottenere informazioni dai residenti nelle aree cinesi abitate da tibetani.

Lobsang Kalsang è il fratello di Phuntsog, un giovane monaco del monastero di Kirti che si è ucciso col fuoco lo scorso marzo. Free Tibet ha reso noto che i due monaci prima di darsi alle fiamme hanno invocato libertà religiosa ed hanno gridato ”Lunga vita al Dalai Lama”!

Il monastero di Kirti è stato coinvolto nelle proteste durante la rivolta tibetana nella primavera del 2008 che ebbe inizio a Lhasa la capitale del Tibet. Durante i disordini, nella contea di Aba la polizia uccise 10 persone. La tensione ha continuato ad aumentare fino a raggiungere un altro picco quando Phuntsog, 20 anni, si immolò col fuoco il 16 marzo.

Nelle settimane successive la polizia ha circondato il monastero e il 12 aprile gruppi di laici si sono riuniti davanti al portone principale per impedire ai poliziotti di entrare, far del male ai monaci o arrestarli in massa. Sei giorni dopo le forze di sicurezza sono comunque entrate nel monastero ed hanno portato via 300 monaci. Due laici che hanno affrontato la polizia sono stati uccisi.

In agosto un tribunale locale ha condannato tre monaci – tra cui uno zio di Phuntsog – a 10, 11 e 13 anni di prigione con l’accusa di aver contribuito alla morte di Phuntsog. Secondo gli storici del Tibet moderno, questi è stato il primo ad immolarsi col fuoco per protestare contro la dominazione cinese. Nel febbraio del 2009, un altro monaco di Kirti, Tapey, si è dato fuoco ma è sopravvissuto dopo che la polizia ha spento le fiamme. Nel 1998, un laico tibetano rifugiato in India, Thubten Ngodup, si è ucciso col fuoco per protesta contro l’occupazione cinese del Tibet. 

La tensione politica è aumentata dopo che un portavoce del ministero degli esteri a Pechino ha respinto l’affermazione del Dalai Lama, 76 anni, leader spirituale dei Tibetani, secondo cui sarà lui a scegliere la sua reincarnazione. Secondo il portavoce, il titolo di Dalai Lama ”è conferito dal governo centrale, altrimenti è illegale”.