Gaza lancia razzi su Israele. Vana la tregua con la Jihad islamica

 

Gaza lancia razzi su Israele. Vana la tregua con la Jihad islamica
Benjamin Netanyahu (Foto Lapresse)

TEL AVIV – Ancora razzi su Israele. Nonostante la tregua proclamata dalla Jihad islamica giovedì pomeriggio, grazie alla mediazione egiziana, da Gaza si continua a sparare. In serata tre ordigni, secondo il portavoce militare, sono piombati nella zona di Sderot, vicino alla Striscia di Gaza. Prima di questo episodio un altro razzo era caduto nella regione di Ashqelon dopo l’avviso delle sirene di allarme. A colpire sarebbero formazioni militanti minori che operano nella Striscia.

La Jihad ha spiegato che “a seguito degli intensi contatti e sforzi egiziani, un’intesa è stata raggiunta in accordo con gli intendimenti intercorsi nel 2012 al Cairo”.  Israele, che nega “colloqui di tregua” con la Jihad, ha fatto sapere di non aver abbassato la guardia e di restare sul chi vive.

“Alla quiete seguirà la quiete”, si è limitato a commentare il ministro della difesa Moshé Yaalon aggiungendo subito: “se le provocazioni continuano, sappiamo dove colpire”. Israele ha proseguito “non è in cerca di un’escalation ma non accetterà alcuna provocazione dalle organizzazioni nella Striscia”. Poi ha ordinato all’esercito di restare pronto ed è stata ordinato il richiamo di un numero limitato di riservisti della difesa aerea in modo da incrementare il servizio nelle batterie Iron Dome.  

L’annuncio della Jihad ha fatto seguito alle 24 ore più pesanti dal cessate il fuoco del novembre del 2012 che mise fine fine all’operazione ‘Colonna di nuvola’: il portavoce militare israeliano ha contato oltre 60 razzi lanciati in un solo giorno. Israele ha risposto, dopo l’intervento di mercoledì sera, con un raid dell’aviazione che colpito sette siti ”del terrore” nel sud della Striscia e il ferimento di tre palestinesi, di cui in modo serio.

Il lancio di razzi è stato condannato sia dal segretario generale dell‘Onu Ban ki Moon sia dal capo della diplomazia dell’Ue Catherine Ashton, così come dal primo ministro britannico David Cameron che, sempre giovedì, ha incontrato sia il premier Benyamin Netanyahu sia il presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) Abu Mazen. E Netanyahu ha criticato Abu Mazen, che ha chiesto ad Israele  di mettere fine “all’escalation militare contro la Striscia di Gaza assediata”.

“Il presidente dell’Anp, ha detto Netanyahu a Cameron, “non ha condannato il lancio di razzi sui civili israeliani, ma il fatto che Israele abbia fermato e colpito tre terroristi che lanciavano razzi su di noi. Questo è sbagliato”.

A stretto giro di posta è arrivata la replica di Abu Mazen. Nella conferenza stampa con Cameron a Betlemme ha detto: ”Negli ultimi giorni l’esercito di occupazione israeliano ha ucciso a sangue freddo tre palestinesi in Cisgiordania e altri tre a Gaza. Non ho sentito nessuna scusa o condanna da parte del governo israeliano”.

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