Germania, elezioni. Angie Merkel, la ”ragazza” più potente del mondo

Pubblicato il 21 settembre 2013 10:46 | Ultimo aggiornamento: 21 settembre 2013 10:46
Angela Merkel

Angela Merkel

BERLINO, GERMANIA – Da ‘Maedchen’, ragazza, come la chiamava Helmut Kohl, a ‘Mutti’, madre della nazione come la vedono i tedeschi, a ‘superwoman’, la donna più potente del mondo. La cancelliera Angela Merkel è un fenomeno: tedesca dell’Est prima donna cancelliera e leader Cdu, otto anni nell’incarico e ora la corsa, che con ogni probabilità vincerà, per un nuovo record: un terzo mandato da cancelliera.

A 59 anni, da oltre 20 in carriera, ha dimostrato di possedere tutti i pregi e difetti dell’arte della politica: sa essere impassibile e ingoiare in silenzio, ha nervi d’acciaio, è calcolatrice, tattica, pragmatica, duttile e irremovibile. E, quando serve, sa essere di ghiaccio e fa rotolare teste come birilli. “Dato che il lavoro mi da’ gioia non mi pesa affatto fare sempre la cancelliera”, ha detto di recente ai giornalisti che la interrogavano sul suo futuro. Se vince, nel 2017 saranno 12 anni di cancellierato Merkel. Kohl riuscì nel primato di 16, ma di mezzo c’era l’Unificazione tedesca.

La carriera della Merkel comincia in sordina e il suo grande vantaggio è essere stata sottovalutata: decine di persone sono state triturate sotto il suo panzer per questo. “Se uno la sottovaluta ha già perso”, ha detto il leader Csu, Horst Seehofer. Nella scia di vittime sul campo si annoverano, per citarne solo alcuni, Wolfgang Schaeuble, Friedrich Merz, Roland Koch, Edmund Stoiber, Christian Wulff, Norbert Roettgen e persino il suo mentore Helmut Kohl. Fu lui che la tirò fuori dal nulla, dal profondo Est (nel 1990 era vice portavoce nell’ultimo governo della Ddr di Lothar de Maiziere), e nel 1991 la fece ministro per le donne nel primo governo federale della Germania unificata.

Nel ’94 passò all’Ambiente, ma quando nel ’99 Kohl fu travolto dallo scandalo dei fondi neri della Cdu, la Merkel, con una lettera pubblica, si distanziò dal ‘patriarca’: nel 2000 era leader Cdu (facendo fuori Schaeuble) e nel 2002 anche capogruppo (facendo fuori Merz). Nata nel 1954 ad Amburgo, a ovest, la Merkel si trasferì piccolissima con la famiglia a Templin (Brandeburgo, a est, perchè il padre, pastore protestante, era convinto che lì, nella Ddr, ci fosse più bisogno di lui. Da ragazza ha studiato fisica a Lipsia e nel 1989 non ha preso parte alle proteste che portarono al crollo del Muro di Berlino. L’attività politica comincia dopo l’Unificazione. Il suo mondo, la sua infanzia era Templin nella Uckermark. Ed è tuttora il suo ritiro oggi quando vuole fare una pausa con il secondo marito, il professore di chimica, Joachim Sauer.

La cancelliera, nome da ragazza Angela Dorothea Kasner, porta il nome del primo marito, Ulrich Merkel. Con la carriera anche il look si è evoluto. Dal capello a caschetto e abiti di gusto incerto, ha trovato oggi un suo stile: completi giacca-pantaloni (con giacche di tutti i colori dell’arcobaleno) e come unico vezzo collanine semplici a girocollo. La sua retorica non è brillante (Timothy Garton Ash l’ha paragonato a costruzioni Lego), la sua gestualità minima e controllata ma la sua posizione delle mani quando parla (si toccano a formare una specie di rombo) è diventata culto (la ‘Rute’ della Merkel).

La sua semplicità piace ai tedeschi: non si da’ arie, è onesta e incute fiducia. Soprattutto piace per come ha gestito la crisi dell’euro e difeso a spada tratta i loro risparmi. Poco importa se i sacrifici draconiani imposti a Cipro, Grecia, Spagna, Portogallo, Italia le sono valsi quà e là paragoni con il nazismo e ritratti con i baffetti alla Hitler. In patria la Merkel è popolare e la stragrande maggioranza dei tedeschi la vuole al suo posto. Che sia con i liberali o con la Spd, la Merkel molto probabilmente resterà cancelliera. “A differenza di Helmut Kohl nel 1998 – ha sintetizzato il leader della Linke (Sinistra) Gregor Gysi – la gente non ne ha ancora abbastanza di lei”.

Alle urne domenica si vota per il rinnovo del parlamento federale e stando ai dati ufficiali sono chiamati alle urne circa 61,8 milioni di elettori per 299 collegi, che sceglieranno chi votare tra i 34 partiti ammessi alle consultazioni. La maggioranza degli aventi diritto è composta di donne (51,5%), mentre circa il 9% – 5,8 milioni di persone – ha un passato migratorio alle spalle. Per la prima volta saranno chiamati a esprimere la propria preferenza a livello federale circa tre milioni di giovani, che hanno raggiunto la maggiore età dal 2009 a oggi.

In uno scenario di testa a testa tra governo cristiano liberale della Merkel e opposizioni di sinistra l’ago della bilancia secondo i sondaggi sono il 31% degli ancora indecisi su chi votare. Con la certezza tuttavia che – a meno di clamorosi terremoti politici – Angela Merkel resterà cancelliera. A due giorni dalle urne, gli istituti demoscopici si rincorrono nel monitoraggio dell’ultimo voto: il quadro che emerge da ben quattro sondaggi è sostanzialmente una situazione di parità. Ma la riconferma della Merkel non è in discussione.