H1N1/ Uccide meno delle altre influenze ma uccide i “sani”. I medici inglesi: un terzo delle vittime in Gran Bretagna non aveva problemi di salute”. La diffusione della pandemia è vicina al 100%

Pubblicato il 24 Luglio 2009 12:02 | Ultimo aggiornamento: 24 Luglio 2009 13:27

L’influenza h1n1 ha un tasso di mortalità dello 0,5 per mille. Una qualsiasi influenza in un qualsiasi anno ha tassi di mortalità pari se non superiori. Però… Però c’è un dato nuovo e strano. Le influenze conosciute mietono vittime tra gli anziani e i “già non sani”. Il virus h1n1 sembra invece uccidere meno ma uccidere in proporzione una percentuale maggiore di “sani”, cioè giovani e gente in salute.

Vacilla dunque la certezza che l’influenza sia mortale soprattutto per chi già non stava bene o  fisicamente debilitato: non è così e forse è l’unico dato che desta reale preoccupazione, rispetto alla psicosi di massa mondiale, spesso ingiustificata o sciaguratamente indotta.

La febbre suina potrebbe non essere pericolosa solo per chi ha già gravi problemi di salute. Specialisti britannici cominciano a dubitare che l’influenza sia letale solo per i già debilitati, fra i quali naturalmente le persone anziane. I dati sono abbastanza inquietanti, certo più dell’allarme della diffusione quasi totale del virus nel mondo. Un terzo delle persone morte in Gran Bretagna a causa del virus A/H1N1 non aveva infatti seri problemi di salute prima di contrarre l’influenza.

Secondo Sir Liam Donaldson, Chief medical officer, il 16% delle vittime era perfettamente sano prima del contagio, mentre il 17% aveva solo problemi lievi o medi, come ad esempio la pressione alta. La possibilità che il virus possa essere causa di morte per persone in salute non è senza conseguenze, anche considerando che la sua pericolosità è stata indicata come inferiore ad altre numerose influenze. Queste ogni anno fanno registrare un tasso di mortalità costante, superiore a quella del virus H1N1: i colpiti sono di norma persone anziane o soggetti più esposti, per varie insufficienze o malattie preesistenti.

Appare chiaro e potenzialmente disastroso, in assenza di vaccini efficaci o di risposte immunologiche adeguate, come il rischio di mortalità possa estendersi a una fascia di persone finora esclusa. Una certezza in meno che non fa ben sperare per il prossimo inverno.

Intanto il virus ha assunto una completa dimensione globale. influenza_suinaIl grado di diffusione della pandemia di influenza A (H1N1) si avvicina al 100%. I dati dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sono inequivocabili: 160 Paesi o territori su un totale di 193 membri dell’Oms hanno confermato casi di contagio.

«Ci stiamo avvicinando al 100%, ma non ci siamo ancora» – ha detto oggi a Ginevra il portavoce dell’Oms Gregory Hartl.